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Salve a tutti!

Dopo una lunga estate sono di nuova qua, nella mia vecchia e tanto cara Londra.

Welcome back Fulce

Appena sono atterrata, mi sono sentita subito a casa e sono arrivate subito le immancabili nuvole a darmi il benvenuto. Giornata grigia, come sempre, clima freschino, come sempre, e quelle strade, le insegne, i palazzi, i colori che, come sempre, mi hanno emozionato.

La sensazione di non aver mai lasciato Londra ed essere stata in via da qua solo qualche giorno mi ha fatto sentire ‘scombussolata’.

Quando ho deciso che avevo bisogno di tornare un po’ a casa e che questo posto non mi rendeva poi così felice, volevo scrivere le mie impressioni, raccontarvi le mie disavventure, ma avevo bisogno di tempo: dovevo cercare me stessa.

Cercare se stessi.

La storia va più o meno sempre nello stesso modo un po’ per tutti: vivi la tua vita normalmente e poi succede qualcosa che ti fa riflettere scuotendo la tua coscienza. Cosa fare?

A) Ignorare questa sensazione, accendere la televisione guardarsi ‘Uomini e donne”, il “Grande fratello” ed altri programmi ad alta intensità culturale. Attendere la lobotomia. Sopravvivere.

B) Iniziare un percorso di ricerca.

Io ad oggi confesso che sto prendendo tempo, non sono certa di essere pronta ad un cambiamento radicale. Ogni tanto, piano piano, faccio un passettino verso la scoperta di una nuovo aspetto di me.

Ci sono giorni che vedo l’intera montagna di problemi, mi spavento e vado fuori di testa.

Ci sono giorni in cui sono lucida e che razionalmente riesco a valutare obiettivamente, come se fossi un personaggio esterno che osserva la vita di uno sconosciuto in terza persona.

Il fatto di non poter programmare, pianificare, mi fa sentire impotente.

Starò facendo le scelte giuste? Sto perdendo tempo? Sto facendo quello che mi rende felice?

Questa estate, quando qualcuno mi incontrava e mi chiedeva come stessi, che programmi avessi o quali fossero i miei progetti, rispondevo che ” il piano era non avere piani” e che ” dovevo cercare me stessa”.  Essere evasivi? L’ho fatto nel modo giusto.

Ritrovarsi o perdersi

Dopo questa parentesi sui miei problemi esistenziali, vi racconterò la disavventura educativa del giorno.

Non ho mai avuto la fobia di volare o di morire, ma l’altro giorno che sono partita, ero in paranoia. Avevo la sensazione che sarei morta, che sarebbe potuto succedere qualcosa di terribile.

Quindi che fare? Rinunciare alle tanto attese vacanze e farmi frenare dalle paure o affrontarle?

E secondo voi cosa faccio? Ovviamente le affronto. Ho la soluzione: scrivo le mie ultime volontà. In questo modo non avrei avuto cose irrisolte e non sarei tornata sulla terra sotto forma di fantasma a torturare i miei amici.

Con il testamento fatto prendo coraggio e mi faccio accompagnare all’aeroporto. (Appena babbo se ne va mi escono lacrimoni liberatori, come se lo vedessi per l’ultima volta).

Al momento dell’imbarco mando gli ultimi sms di saluto ai miei amici.

In fila c’è un tipo losco, nel mio film mentale lui sarebbe stato il terrorista che avrebbe fatto esplodere l’aereo.

Via, ci siamo.

Mi faccio coraggio. Vado incontro al mio destino. Oltrepasso il gate e salgo. L’aereo parte e come al solito mi addormento dopo 5 secondi. Mi sveglio e mi rendo conto che stiamo già atterrando ma che soprattutto non è successo nulla e sono sempre viva!

Nessun attentato, nessuna bomba, niente di niente. Ormai ero così preparata!

Scendo, prendo il bus per andare in centro e raggiungere casa della mia amica.

Mile End Coach Station

Scendo a Mile End, ormai con l’impressione di essere immortale e tutta sicura di me, forse troppo sicura di me, inserisco l’indirizzo sull’app di city mapper e seguo senza troppi indugi le indicazioni. Dopo un po’ che camminavo mi accorgo che devo attraversare un parco, li per li non gli do troppo peso e continuo a camminare.

Entro e dopo poco mi rendo subito conto che c’e qualcosa che non va: la strada da asfaltata diventa sterrata, la vegetazione sempre più fitta e quasi mi sembra di non essere nemmeno più a Londra.

Mi guardo intorno e iniziano file interminabili di TOMBE. Ma dove cavolo solo?? Accidenti a City Mapper.

Fra insulti vari, mi accorgo che ho il 7% di batteria. Maledizione, di male in peggio. Però scorgo un bel cartello, mi avvicino e leggo che ero in un vero e proprio cimitero!

Tower Hamlets Cemetery Park

Un posto assurdo con più tombe e lapidi che sassi in terra. Non avevo mai visto una cosa del genere. Leggo che è stato istituito nel 1841 e chiuso nel 1966 e considerato da allora riserva naturale.

Mi viene in mente subito allora una storia, di cui devo verificare il fondamento, secondo la quale Angela Lansbury avesse vissuto un periodo in questo quartiere londinese nei pressi di Poplar.

Li mi sono resa conto che nell’ipotesi che fosse vero, il successo nel ” La Signora in giallo” doveva essere sicuramente dato dall’influenza di questo cimitero nelle sue passeggiate londinesi!

Tutto è bene quel che finisce bene.

Come rientro direi niente male! Ci sono voluti 7 kg di pancakes ed una Party Cake al cioccolato e crema di burro per farmi riprendere. Pericolo scampato.

Le mie disavventure continuano.. ho ancora 5 giorni per combinarne di tutti i colori, prima di partire alla volta del Portogallo.

Ritroverò me stessa? Sarà la volta buona? Lo scopriremo nelle prossime avventure!

Per oggi, da Londra è tutto.. see you soon!!!

xxxxxx

(Blogger)

Background Economico, passione per il Marketing e Comunicazione d'impresa, sognatrice da sempre. Ho deciso di fondare l'associazione Triblog per realizzare progetti multidisciplinari e condividere passioni, creatività, idee...

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