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Cosa vi viene in mente se parliamo di “connessione con il senso di vuoto“?

  Creatività, sessualità, forza vitale, ricchezza, salute, elemento acqua, emozioni, bisogni, desideri, debolezze, energia, senso di vuoto.

Oggi parliamo di un aspetto del 2° Chakra, il senso di vuoto, di bisogno, la mancanza, la separazione. Ognuno di noi sperimenta questa sensazione; non vuol dire essere ancora spiritualmente immaturi e di non avere ancora imparato ad amare sé stessi prima di tutto.
Pur avendo raggiunto una grande consapevolezza, saggezza, conoscenza, esperienza, forza interiore, distacco dal risultato, equilibrio, sapersi controllare, stare bene con sé stessi.. e tante altre qualità che pensiamo dover acquisire in questa vita (ma che spesso accrescono solo l’Ego), saremmo molto poco connessi alla nostra Anima se non riconoscessimo quanto siamo deboli e sofferenti nei momenti in cui siamo sopraffatti dai nostri BISOGNI.

Di che tipo di bisogni stiamo parlando?

Pensiamo agli aspetti più fisici, affettivi, emozionali, relazionali, sessuali, vitali, banali..ecc.
Il bisogno genera emozioni di sofferenza , uno stato di  irrequietezza e claustrofobia  dal quale cerchiamo di uscire soddisfacendolo.

Il Bisogno/Desiderio è anche un grande motore dentro di noi, il super carburante che spesso ci  mette in moto (se hai sete, troverai l’acqua!) e a volte ci fa compiere cose impensate o ci fa fare scelte che non avevamo il coraggio di compiere.
Si può chiamare Passione.

Un tipico esempio è l’innamoramento.

 

Ogni passione ha in sé la brama di soddisfare, il desiderio di trattenere per acquisire e placare: riempire quel grande vuoto dentro di noi.
È qualcosa di forte e viscerale, che proviene dal profondo, dall’istinto animale .

Come esseri umani, possiamo provare passione e compassione.
La passione viene dall’animale, mentre la “Compassione” viene dallo Spirito. (Abbiamo detto in articoli precedenti  che siamo costituiti da 3 livelli: animale, umano, angelico). Posso avere passione e compassione, non c’è niente di sbagliato nella passione: nel Kundalini Yoga bisogna stare attenti a non fare l’errore delle religioni di trasformare l’animale in qualcosa di maligno da sopprimere .  La vita è un viaggio di consapevolezza, ma prima dobbiamo essere molto inconsapevoli e passare dal dolore.

“Non negare il desiderio, ma non soddisfare il desiderio se non contribuisce alla tua eccellenza e al tuo onore. Nessun desiderio è desiderabile se non rafforza il tuo carattere e la tua grazia.”
Yogi Bhajan

Il desiderio ci mette in risonanza attraendo situazioni e persone che ci compensano. Purtroppo spesso i nostri bisogni hanno radici inconsce essendosi originati in età infantile e sono i meccanismi ormai automatici che abbiamo messo in atto per ricevere attenzioni e nutrimento.
Ogni volta che proviamo SOFFERENZA ECCESSIVA E COSTANTE perché ci manca qualcosa, dobbiamo pensare che quel bisogno-desiderio è malato: è qualcosa che bisogna portar fuori, capire ed eliminare.
Lavoriamo su noi stessi in modo che anche i nostri bisogni e desideri siano elevati; ad esempio potremmo aver bisogno di verità, di onestà, di relazioni curative, di vera intimità, di amare!
L’unico vuoto che dobbiamo temere è di non essere in connessione con la nostra Anima.

Meditazione per il senso di vuoto.

Questa meditazione lavora sul senso di vuoto e separazione.
Rinforza il sistema nervoso per poter minimizzare la sensazione di abbattimento o di paura.
Quando nasciamo viviamo la prima separazione di cui portiamo memoria nelle nostre cellule. La separazione causa sofferenza, crea una frattura, un vuoto. Quando perdiamo la connessione con l’Anima, abbiamo una sofferenza cronica di separazione.
Se non accettiamo la separazione non ci connettiamo con la nostra anima.
Yogi Bhajan ci ha lasciato questa meditazione per aiutarci in questo periodo di transizione che il pianeta sta attraversando, detto “periodo grigio”, che comprende anche il  cambiamento di era.
In questo  periodo di transizione vivremo un sentimento di vuoto interiore che aumenterà di anno in anno esaurendo il sistema nervoso.
Questa meditazione aiuta a minimizzare gli effetti di questo processo.

Meditazione per aiutare il nuovo essere umano nella transizione verso l’era dell’Acquario.

1) Sedete in posizione facile.
– Il gomito sinistro è piegato comodamente, la mano sinistra davanti al centro del cuore. Fate il pugno con il pollice fuori che punta in sú, tenetelo bene in estensione. La mano non tocca il corpo.
– La mano destra è in Gyan Mudra (pollice e indice a contatto) e riposa sul ginocchio destro.

Respiro:
-Inspirate lentamente.
-Trattenete l’aria dentro.
-Espirate lentamente.  Cercate di arrivare al “Respiro di un minuto” :  tre fasi da 20 secondi l’una.
Potete contare mentalmente o guardare un orologio.
Continuate questo respiro per 11 minuti.

Il respiro da un minuto è uno dei Pranayama più potenti per che agisce sul sistema nervoso. Per acquisirlo, iniziate contando 8-10 secondi per ogni fase (inspirazione, apnea piena, espirazione).

2) Portate i gomiti sui lati delle costole, gli avambracci puntano leggermente verso l’alto a 60°. I palmi si guardano.
Inspirate e, trattenendo, alzate le mani al di sopra della testa e riabbassatele con i gomiti ai lati per 8 volte.
Poi tornate in posizione originale con i palmi che si guardano ed espirate. Continuate ad inspirare e in apnea piena alzare abbassare le braccia velocemente 8 volte. Ripetete questo esercizio 5 volte in tutto.

3) Gomiti ai lati,  avambracci sopra la coscia. Puntate l’indice in avanti e bloccate bene le altre dita nel palmo facendo il pugno. Tenete il medio bloccato dai pollici.
Fate con le mani dei piccoli cerchi verso l’esterno, lateralmente. Quando le braccia sono stese di lato, iniziate piccoli cerchi verso l’interno e tornate al centro in posizione originale. Continuate per 5 minuti.
Poi inspirate. Trattenete, contraete fortemente il corpo. Espirate.
Ripete tre volte in tutto.

Siamo quasi giunti alla fine!

In funzione del vostro stile e del vostro personale flusso, seguite una sequenza personale.
Questo esercizio calma e nello stesso tempo porta energia alla materia grigia del cervello.

“Quando andiamo all’interno ed esploriamo la potenza profonda della nostra anima, possiamo trasformare le nostre emozioni e passioni in compassione, impegno e gioia.”

Dopo questa Meditazione, io personalmente aggiungo il canto del mantra:
ONG NAMO
GURU DEV NAMO
(Mi inchino all’energia creativa universale, mi inchino al Guru sottile dentro di me).
Clicca qua per vedere la pratica.
In posizione facile, assumi Prana Mudra, o Mudra della Preghiera (unire i palmi all’altezza del centro del cuore, le falangi dei pollici premono sullo sterno).
Solleva il petto e applica il blocco del collo, Jalandhara Bandh .

Assicurati che le mani siano parallele al corpo in modo che le dita puntino in alto. Immagina un ALLINEAMENTO VERTICALE delle tue mani, la tua colonna, la tua energia, la tua proiezione; un allineamento con il tuo “Sé Superiore”.

Canta con gioia e proietta il mantra verticalmente, finché ne hai voglia!

Provare per credere!

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