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Tutti noi abbiamo sentito almeno una volta parlare delle imprese eroiche di Reinhold Messner.

Reinhold Messner

 

Senza stare a fare un elenco (che sarebbe lunghissimo) volevo ricordare soltanto che nel 1986 divenne il primo uomo a scalare tutte le 14 vette sopra gli 8000 m, molte delle quali senza l’ausilio dell’ossigeno supplementare. In una delle prime spedizioni, quella sul Nanga Parbat (8126 m) dopo aver raggiunto con il fratello la vetta, i due furono sorpresi da una tempesta che li bloccò una notte sulla parete della montagna. Durante la discesa in condizioni difficilissime (sia tecniche che mentali) perse la vita Ghunter, suo fratello.
Dopo 6 giorni di discesa in solitaria Messner fu soccorso dagli abitanti di un villaggio ai piedi della montagna. L’esposizione al freddo estremo gli costò 7 dita dei piedi.

 Ma quindi, chi è Simone Moro ?

Prima di rispondere a questa domanda vediamo dove si sono svolte le imprese raccontate in questo articolo. Si sono svolte praticamente tutte sulle 14 montagne più alte della terra.
Di queste 14 montagne, 9 si trovano nella catena montuosa dell’Himalaya (Nepal) e 5 nella catena montuosa del Karakorum (Pakistan).

Adesso capiamo chi è Simone Moro …Partiamo da una frase pronunciata dallo stesso Messner. “Moro raccoglie il testimone di un certo modo di scalare che non è sport, è un’altra cosa. È una filosofia, sono valori, è un pensare a tutto, non solo al risultato”

Ad oggi è considerato l’alpinista più performante di tutti i tempi. Negli anni ha collezionato alcune delle imprese più incredibili di sempre.

Da dove partire? Facciamo così, partiamo dalle cose più incredibili

E’ stato l’unico sopravvissuto a una valanga che spazzò lui e i suoi due compagni di scalata per più di 500 metri durante un tentativo di vetta dell’Annapurna (8.091m) in invernale. I suoi compagni di scalata, Anatoli Bukreev e Dimitri Sobolev non furono mai più ritrovati.

Nel 2001 mentre con Denis Urubko tentava il concatenamento del Lhotse (8516 m) e dell’Everest (8848m) si rese protagonista di un salvataggio ai limiti dell’impossibile.Tom Moores un giovane scalatore inglese cadde dalla parete della montagna. Dopo la caduta riuscì a mandare una richiesta di soccorso. Moro che  in quel momento si trovava in tenda a 8000 m decise quindi in notturna e in solitaria di tentare il salvataggio dell’alpinista inglese.

Inutile dire che riuscì nell’impresa e che ci riuscì trascinando Moores per 200 metri in salita evitando l’esposizione alle valanghe per poi trasportarlo alle tende. Per questo fu insignito nel 2002 della medaglia d’oro al valor civile.

 «Con grande coraggio, rinunciando al compimento di un’ardua impresa alpinistica, interveniva in soccorso di un giovane rocciatore inglese precipitato lungo la parete di un monte, a circa 8000 metri di altitudine e con un elevatissimo rischio di valanghe. Dopo notevoli difficoltà, con il buio e il freddo, raggiungeva il ferito, il quale giaceva immobile ed in stato di shock, con il viso insanguinato e quasi assiderato. Quindi lo legava a sé e tirandolo di forza, con estenuante e lunghissima fatica, riusciva a portarlo in salvo. Nobile esempio di elette virtù civiche ed esemplare spirito di solidarietà. 22 maggio 2001 – Lhotse-Everest (Nepal)»

 Nel 2005 e nel 2009 sempre con il Kazako Urubko realizzò rispettivamente la prima salita invernale dello Shisha Pangma (8027 m) e del Makalu (8463m). Quest’ ultima salita fu effettuata in condizioni meteo al limite dell’umano: vento a oltre 100 km/h e temperature fino a -40°C con 3000 metri di dislivello da superare a partire dal campo base avanzato (5400 m).

In un articolo apparso sulla Gazzetta dello sport Messner disse:

“ Il vento che spazza la parete è davvero tremendo e Simone me l’ha confermato. Ma lui e il suo compagno sono stati capaci di salire ugualmente. E soprattutto lo hanno fatto con una spedizione ridottissima, senza aiuti, in stile alpino. Davvero una delle grandi ascensioni degli ultimi anni ”

 Il 2 febbraio 2011 insieme a Urubko e Cory Richards realizzò la prima salita invernale del Gasherbrum 2 (8035 m). Durante la discesa da questa montagna i 3 furono investiti da una valanga. Chiamatela fortuna, il fatto è che Simone si liberò nuotando fino alla superficie e quindi riuscì poi a liberare gli altri.

Questa salita rappresenta anche una prima salita invernale di un 8000 m nel Karakorum (Pakistan). Inoltre Moro diventa l’unico insieme a Krzysztof Wielicki e Jerzy Kukuczka ad aver scalato 3 ottomila in prima invernale assoluta. A tutto questo va aggiunta la scalata del Nanga Parbat (8126 m) nell’inverno del 2016 che porta a 4 vette scalate in invernale.

 Ok, questo articolo sta diventando lungo, però Simone moro nel 2009 si mise anche a guidare gli elicotteri per il soccorso alpino. A quanto pare gli riesce bene, infatti inizia a collezionare record anche qui:

Diventa il primo europeo a volare sull’Himalaya. Inoltre, nel 2012 effettua a 6400 mt. quello che fu considerato il più alto salvataggio in parete. Nemmeno un anno dopo batte questo stesso record effettuando un recupero a quota 7000 mt. e realizzando il più alto avviamento a quota 5300 m.

 

 Per approfondire la conoscenza di questa forza della natura e per seguire le sue ultime avventure (non si è mica ritirato!) vi consiglio il sito www.simonemoro.com oppure i suoi libri:

 

Cometa sull’Annapurna, Corbaccio, 2003

8000 metri di vita, Grafica & Arte, 2008.

La voce del ghiaccio. Gli ottomila in inverno: il mio sogno quasi impossibile, Rizzoli, 2012.

Everest. In vetta a un sogno, Rizzoli, 2013.

In ginocchio sulle ali. La passione per il volo, la missione di soccorso in quota: non voglio smettere di sognare , Rizzoli.  2014,

In Cordata, Rizzoli, 2015.

Nanga, Rizzoli, 2016.

Devo perché posso, Rizzoli, 2017.

Lo considero un vero e proprio eroe vivente. Sicuramente questo articolo è riduttivo per descrivere l’uomo che è Simone Moro, ma spero di avervi stimolato ed essere riuscito a trasmettervi un po’ della sua infinita grandezza.

Simone Moro

 

Daniele

 

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