Chi è Iacopo Pietrini?

Iacopo ha tante qualifiche, lo conosciamo come un grande amico, padre affettuoso, istruttore federale ISA, eterno sognatore, viaggiatore e oggi ci racconterà una storia, la sua storia.

Chi lo conosce sa che è un ragazzo alla mano, semplice e nei momenti in cui la vita non è stata ‘tutta rose e fiori’ , ha trovato il modo di affrontarla sempre con il sorriso e riuscendo a trasmutare le difficolta in opportunità.

L’amore per il mare:  una storia lunga una vita.

“Sento che l’empatia che ho con il mare è un legame molto forte, questo rapporto mi ricarica le pile, mi da energia.

Credo che i genitori tramandino inconsapevolmente una sorta di imprinting ai figli.

Quando la mia mamma era incinta, trascorse tutta l’estate in acqua al mare. Il giorno che sono nato, in concomitanza, ci fu una furiosa tempesta e mi piace pensare al fatto che le profonde origini del mio amore per il mare agitato e ventoso siano legate a questo.

Gli inizi..

“Ed è cosi che all’eta di 7 anni ho iniziato con dei corsi di vela, mio padre ha sempre avuto la barca ed ogni scusa era buona per uscire in mare. Immersioni, anche semplici avventure con maschera e boccaglio erano la scusa perfetta per calarmi in questo mondo a me tanto caro, il mondo marino.

Come fosse stata l’anticipazione di quello che sarebbe stato,della passione che ne sarebbe derivata, mia cugina, per il mio ottavo compleanno mi regalò uno skateboard. Fu un regalo eccezionale, il primo approccio con una tavola che però, tuttavia, fu abbandonato per una parentesi di qualche anno dedicata al basket.

All’età di 14 anni per casualità, un caro amico Claudio Bardocci aprí il primo negozio di Surf a Venturina e cosi mi sono approcciato al mondo del surf.

La sensazione che ho provato quando ho ‘surfato’ la prima onda, fu di aver trovato il mio posto nel mondo, la mia vera natura. Sentivo la tavola come estensione del mio corpo, la passione  che ti trasmette  e  quel valore aggiunto alla tua essenza, fa battere il cuore.

Qualcuno lo chiama sport, altri la chiamano felicità.

All’eta di 17 anni a Viareggio prendevo il brevetto da Istruttore di Surf presso la nota associazione International Surfing Association. Rispolverai quello skateboard che avevo accantonato, per utilizzarlo quotidianamente con gli amici di una vita che sono sempre stati li con me pronti ad andare avanti.

Non importa quanto il mare sia arrabbiato, quanto le ginocchia siano ‘sbucciate’ e la fatica si faccia sentire: l’adrenalina che ne deriva, ripaga tutte le fatiche.

A quei tempi c’era il surf e lo skate,stop. Il wind surf, kite surf o sup non hanno mai attirato la mia attenzione in modo particolare.  Forse se le cose fossero andate diversamente mi sarei avvicinato maggiormente ad una disciplina piuttosto che ad un’altra.. chissà…

Il Portogallo, la mia seconda casa.

A 16 anni, la vacanza familiare prevede un surf camp in Portogallo.

Li succede qualcosa che gli innamorati chiamano: “farfalle nello stomaco”. Scocca ufficialmente l’amore con questo sport.

Ho trascorso 3 anni in questo posto magico circondato da amici che sono diventati fratelli e da istruttori che sono diventati la mia seconda famiglia.

Inizialmente, trascorrevo brevi periodi di vacanza, poi mi hanno chiesto di rimanere e lavorare con loro e cosi, sono stati anni di amore puro, concentrandomi a 360 gradi su questo.

Passa il tempo ed arriva la proposta di un lavoro a lungo termine, il Portogallo non è lontanissimo da casa, ma succede qualcosa di inaspettato.

La crisi mistica.

La famiglia mi ricorda che sono fuori casa già da un po’, che devo focalizzare l’attenzione su altre cose e soprattutto.. finire l’università. Forse, sotto sotto anche a me manca un po’ casa e cosi decido di tornare.

Il ritorno non andò cosi male, dopo poco tempo incontrai una persona speciale che ad oggi è diventata la madre di mia figlia.

Mi sono laureato, e trovai  subito lavoro in una famosa azienda di moda.

Vivevo in città, lavoravo in un ambiente molto formale  e dopo un anno che facevo questa vita mi sono reso conto che questa non era ciò che mi faceva felice,non mi apparteneva.

Facevo parte del meccanismo di un contesto che non mi rappresentava ed in più, allontanato dal mio habitat naturale, il mare.

Quello che sarei dovuto essere e quello che avrei voluto essere.

Un dilemma che mi ha portato ad una crisi durata anni alla ricerca di me stesso.

Intorno a me ho visto gente arrendersi, ho visto gente che si è accontentata, adagiata.

Le comodità di tutti i giorni portano ad allontanarci dalla nostra vera essenza.

Il vero surfista, si arrabatta, gira in lungo e largo, affronta viaggi ed avventure da provetto esploratore per spingersi al limite perché sa, che in un determinato spot c’è un certa onda che quando la prendi, la vita ha un nuovo senso.

Tutte le fatiche che uno ha dovuto affrontare per arrivare fin la, tutte le difficoltà spariscono, svaniscono, di dissolvono come la schiuma delle onde che si infrangono sulla battigia.

È cosi che ho visto la vita sotto una nuova prospettiva, è cosi che ho provato quel brivido che ti fa sentire vivo. Sentirsi vivi è quello che ti smuove, ti emoziona.

Non possiamo passare la nostra vita spenti in una routine di falsi perbenismi che non ci rispecchiano. Ognuno deve trovare la sua dimensione.

Io, nel profondo di me, ho sempre saputo che la mia passione era il mare, dovevo solo prenderne coscienza affinché la mia vera essenza venisse fuori. La vita è buffa ed alle volte ti fa picchiare qualche ‘musata’ per farti capire la giusta strada da prendere.

Un nuovo capitolo intitolato: presa di coscienza.

In un periodo un po’ buio della mia vita mi sono ritrovato per caso a conoscere persone con una storia speciale.

Surfisti appassionati, che per una serie di sfortunate coincidenze, non possono più praticare il loro sport.

Grazie a loro inizia un sogno che pian piano prende forma come progetto tangibile. Decido di aprire una scuola accessibile.

Che cosa é una scuola accessibile?

” E’ una scuola che permette ad utenti con mobilità ridotta o con Handicap mentali di affacciarsi al meraviglioso mondo del surf, rompendo le barriere che purtroppo spesso sono presenti nel nostro paese.

Sport insieme Livorno era un’associazione  già esistente che cerca di perseguire gli stessi obiettivi di abbattimento delle barriere per i diversamente abili. Noi abbiamo progettato nuove attrezzature e continuiamo a lavorare costantemente per permettere alla passione di superare le difficoltà fisiche.

Tutto questo nasce grazie alla collaborazione  con i due “diversamente” surfisti Massimiliano Mattei e Lorenzo Bini, che grazie ad i loro feed back hanno permesso lo sviluppo di una speciale tavola con maniglie che permette agli utenti con mobilità ridotta di surfare da sdraiati.
Entrambi, minimamente scalfiti dal fatto di doversi spostare su di una sedia, sviluppano continuamente nuove tecniche per migliorare la surfata o l’ingresso in acqua.

Potrebbe succederti quando meno te lo aspetti , ti svegli, vai a lavoro tranquillo, fai un grave incidente e la tua vita non potrà mai più essere come quella di prima.

Cambia radicalmente.

Qualcosa ha smosso i miei pensieri”, racconta Iacopo; “Io potevo godere a pieno di questa benedizione chiamata vita ed in più praticare lo sport che amo. I miei amici avevano davanti a se un strada tutt’altro che facile. Potrebbe capitare a chiunque e quando capita alle persone vicine fa anche più male.”

“Ed è cosi che questo pensiero ha acceso in me un desiderio più forte. Usare in modo costruttivo la passione che ho per coinvolgere tutti, è sicuramente quello che mi appaga di più.

Cosi nasce Rehabitat Surf School: il progetto della scuola di surf aperta a tutti.”

Che cosa è Rehabitat?

Rehabitat  non è altro che il risultato dell’idea e nasce nel 2014 nelle coste Est del Parco naturale della Sterpaia.

“La Rehabitat Surf School non si vanta solo di usure tecniche all’avanguardia per l’insegnamento del surf e del Sup, si vanta soprattutto di essere una delle prime scuole accessibili d’Italia.”


 La creazione di una  scuola, che rappresentasse al meglio l’essenza del vero spirito Surf, senza però tralasciare minimamente l’aspetto tecnico presente in questa disciplina era la soluzione.
E quale posto non poteva essere più adatto che il Parco della Sterpaia e le sue infinite spiagge, che lo hanno visto crescere stagione dopo stagione,come surfista e come persona, con il Bar Ristoro Nano Verde ed il suo gestore /amico Lorenzo, che lo ha introdotto nel mondo del lavoro in giovane età ,incoraggiandolo, con gli amici di sempre a supportarlo ed a mantenere inviolata un’armonia che caratterizza questo meraviglioso sito sulle coste della Val di Cornia.

 

Non resta che provarla!

Ma la passione per il surf non finisce qua! Qua in Italia, la stagione balneare sta per concludersi, ma ad Ottobre anche Triblog andrà in Portogallo per un Surf Camp organizzato in collaborazione con Reahabitat, per visitare questi luoghi magici dalle onde perfette. Ne vedrete delle belle!!

Stay Tuned!

 

(Blogger)

Background Economico, passione per il Marketing e Comunicazione d'impresa, sognatrice da sempre. Ho deciso di fondare l'associazione Triblog per realizzare progetti multidisciplinari e condividere passioni, creatività, idee...

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