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Per chi non la conoscesse, la Stand-Up Comedy è un tipo di cabaret, inteso come spettacolo che si svolge “in piedi” (dal termine «stand-up»; stand-up comedian: “cabarettista”) e senza la quarta parete.

Piccola premessa: sai perché dovresti guardare uno spettacolo di Stand-Up Comedy?

Ridere è liberatorio, ed ha dei benefici su tutto il nostro corpo. Quando ridiamo, i muscoli si rilassano, il respiro diventa profondo ed il sangue si ossigena. Lo stress fisico e mentale si riduce grazie alla produzione di endorfine e serotonine. Diventiamo meno ansiosi e più felici e la nostra allegria diventa contagiosa… Insomma, ridere fa bene. E chi riesce a farti ridere, merita sicuramente rispetto e  ammirazione. Chi sceglie di farlo per mestiere, ha sicuramente un dono e la cosa più bella è il fatto che può condividerlo con tantissime persone.

Ecco il motivo per cui ho avuto il piacere di confrontarmi con alcuni ragazzi che hanno scelto di seguire la loro passione e di portare in giro uno spettacolo di Stand-Up Comedy: Occhiaie come se piovesse tour. Vengono da Roma e sono arrivati fin qua, in Toscana, invitati da Andrea, che è nato e cresciuto a Venturina.

Conosciamo meglio Andrea Paone, Davide Marini, Mauro Kelevra, Daniele Lanzillotta, Tiziano La Bella e Gabriele Antinori.
Tutti giovanissimi, dai ventiquattro ai trentuno anni. Non so perché ma questa cosa mi stupisce.

 

Andrea Paone in un momento dello spettacolo

 

Per prima cosa, grazie per questa intervista. Come sapete nel nostro blog, diamo spazio alle passioni, ed immagino proprio che per voi, la Stand-Up Comedy lo sia.

“Certamente. Se non ci fosse la passione non saremmo qui, ci paga solo quella!” Mi spiegano. “Poter vivere delle proprie passioni sarebbe fantastico, ma non è facile, ci vuole molta dedizione e sacrificio. Non è immediato ma ci stiamo provando, l’obiettivo è quello.”

Non ci si inventa comici o mi sbaglio?

“Io e Gabriele siamo i due che hanno più esperienza. Penso che comici si nasce, poi si può anche migliorare. Ma tutti possono farlo, anche i più timidi.” Mi dice Daniele, che poi aggiunge:  “Quando sali sul palco ti metti a nudo, parli delle tue esperienze di vita, delle tue paure. La Stand-Up Comedy si basa proprio su questo.”
“Ad esempio, io parlo delle mie esperienze con le donne…poche!” esclama Andrea, scatendando le risate dei presenti.

Quindi è anche un modo per esorcizzare le vostre paure?

“Esatto. Cose che ti porti dentro che ti sembrano giganti, quando ne parli davanti ad un pubblico si ridimensionano. La gente ride di te fino ad un certo punto. Ride con te . Senza saperlo, si toccano delle corde importanti, perché è possibile che qualcuno abbia vissuto esperienze simili a quelle delle quali stai parlando. Si rivede in quello che stai dicendo. E’ un modo anche per parlare di tabù presenti nella nostra società.”

Differenze tra la Stand-Up Comedy e comicità italiana?

“In Italia abbiamo avuto sempre molta censura, che in un certo senso ha appiattito la comicità. Non sono tantissimi i comici che trasmettono messaggi forti: per citarne alcuni Luttazzi, Grillo, Crozza. A differenza della comicità italiana dove chi sta davanti al pubblico indossa una maschera, recita una parte, anche noi abbiamo un personaggio che però è cucito sulla nostra persona.
L’obiettivo è diverso: non vogliamo piacere a tutti. Molto spesso trasmettiamo messaggi, anche politici o che riguardano argomenti di attualità. Ad esempio, io non voglio far ridere i razzisti.” Mi spiega Mauro.

“Un fascista non capisce la Stand-Up Comedy. Se gli piace è perché non la capisce!”

Posso scriverlo?

(Chiedo, non si sa mai..!)

“Certo, puoi dire che te l’ho detto io” mi dice Andrea mettendosi a ridere, e aggiunge: “A loro due, già li odiano i vegani!”

E’ molto che lavorate insieme? Come vi siete conosciuti?

“Io e Gabriele ci siamo incontrati ad un corso tenuto da Gabriele Raimondi ed è nata la voglia di fare il primo progetto insieme. A Roma, dove abitiamo, è nato uno spazio aperto: l’altro quando. Dove i ragazzi possono incontrarsi e provare liberamente. Il che è molto positivo, anche perché in Italia non abbiamo grandi realtà per quanto riguarda la Stand Up Comedy. Ognuno di noi segue progetti personali, qua siamo venuti invitati da Andrea, che ringraziamo.”

Andrea come vi dicevo è l’unico toscano del gruppo. Mi racconta come ha scoperto la Stand-Up.

“Durante un’intervista a Daniele Fabbri è stato proprio lui a farmi scoprire questo mondo ed è sempre lui che mi ha invitato a provare.”

E’ un attore, autore e sceneggiatore, tra le altre cose. Un ragazzo che sembra nato per intrattenere gli altri. Uno che ce la farà, uno con la faccia pulita e delle idee grandiose da realizzare.
Poi, quasi volesse spiegare meglio il concetto, aggiunge: “Per me salire sul palco è come un orgasmo di dieci minuti. Quando fai un monologo, devi divenire un tutt’uno con il pubblico. In particolare quando tratti di temi sociali e ti esponi quindi a dei rischi. Fare il giornalista mi ha aiutato a immedesimarmi con l’altro.”

Ogni spettacolo è studiato a tavolino o c’è anche improvvisazione?

“Si, ci sono posti come L’Altro Quando dove puoi andare o e provare. Insomma hai la possibilità di affinare il tuo pezzo. Tuttavia, quando sei sul palco l’improvvisazione c’è. Dipende molto anche dal pubblico che si ha davanti. A volte basta poco – una parola detta male, o con un tono di voce sbagliato – e non fai ridere. L’improvvisazione è molto personale, dipende quanto uno si sente sicuro ed a suo agio.
Insomma, ci sono un sacco di fattori che determinano la buona riuscita della serata.”
Le voci si susseguono ed ognuno mi spiega la sua particolare visione della cosa. Piccole sfumature del solito concetto.

Di cosa trattano i vostri spettacoli?

“Parliamo di tutto. Ci prendiamo la libertà di farlo. In un’ora di spettacolo capita sempre di trovare qualcuno a cui dai fastidio. Se ad esempio io parlo di cancro, puoi avere un parente malato e potresti infastidirti, ma questa è la Stand-Up Comedy.”

E’ un lavoro a tempo pieno?

“Al momento no. E’ più una missione, un dare e ricevere. E’ un modo per riuscire a dire ciò che abbiamo esigenza di dire…”

Magari un giorno, fonderete un partito anche voi!

(Il riferimento a Beppe Grillo è puramente casuale.)

“No, non è nei nostri programmi almeno per il momento! E anche per il pubblico è lo stesso, non cercano imposizioni nè noi vogliamo imporre qualcosa, a differenza di un politico. Diamo uno spunto su cui riflettere, un punto di vista personale. Sta poi al singolo trarne le conseguenze, o semplicemente fermarsi a riflettere.” Il che se ci pensate è la vera forza di questi comici. In una società che ci vuole sempre più appiattiti e lobotomizzati, trovare un bacino dove il pensiero può spaziare è importante. Questa è arte. Anche a questo serve l’arte: arricchirci.
Insomma, farsi una propria idea, che non deve necessariamente essere la stessa per tutti.
“Ma questo non è obbligatorio, nella Stand-Up Comedy. Per qualcuno è importante portare un messaggio, per altri no. Non ci sono linee da seguire.”

Caratterialmente si deve essere estroversi, per essere buoni comici?

“Beh, la maggior parte lo è sicuramente. Però non è una qualità necessaria. Ad esempio Mitch Hedberg indossa degli occhiali da sole. Ce ne sono altri che si esibiscono a testa bassa, senza mai guardare verso il pubblico.” Chiunque può cimentarsi nella Stand-Up Comedy. E questo è molto bello, anche se precisano: “C’è una separazione tra palco e realtà. Quando sei sul palco ci vuole un po’ di egocentrismo. Sei semplicemente tu, al centro di una situazione.”

Quanto tempo dedicate per preparare le vostre esibizioni?

“Molto. Tutto quello che serve. Chi si sente già arrivato non migliorerà mai. Lo studio è importante. Mettersi continuamente in discussione ti aiuta a continuare a crescere, esattamente come succede nello sport. Per creare una battuta, devi essere aggiornato, informarti. Approfondire quel determinato argomento del quale vuoi parlare.”

Mi piace molto tutto questo lato sconosciuto a chi non è addetto ai lavori. Forse hanno ragione quando dicono che è la Stand-Up Comedy è come una missione. Ed è stato bello saperne di più.

“Devi far ridere. Questo è fondamentale!”

Bene, adesso devo entrare a lavoro e loro devono prepararsi per lo spettacolo di stasera. Li ringrazio per la bella chiaccherata.

Per chi avesse ancora qualche dubbio sul potere della Stand Up Comedy, vi lascio con questo video.

Alla prossima!

 

Alessandra

 

 

 

 

 

 

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