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Come nelle migliori storie che si rispettino, tutto inizia ‘alla Venturina’
circa 4 anni fa.

Roberto, Stefano e Loreno hanno un progetto: carichi di energia e speranze, decidono di avviare un’azienda molto particolare…

Ho avuto il piacere di chiacchierare con Loreno, ( conosciuto meglio come Cillo) e la mia passione per il vintage si è risvegliata. Stiamo parlando del Sottoscala: un logo magico dove il tempo si è fermato.

Come nasce il Sottoscala?

” Il progetto nasce per una passione che avevamo per gli oggetti vecchi, vintage: ci piace rimettere in circolo un materiale usato per dargli una seconda vita.

In zona siamo stati fra i primi a creare questa situazione, dando risposta ad un’esigenza che non era soddisfatta.”

Che tipo di oggetti trattate?

“Inizialmente avevamo inserito un po’ di tutto, dall’ abbigliamento all’oggettistica più disparata. Questo passaggio ci è servito per capire meglio su cosa specializzarci, quale fosse il percorso migliore da intraprendere.

Tuttavia, ci siamo presto resi conto che questo campo fosse troppo impegnativo in termini di manodopera: ingenti spazi necessari per una resa troppo marginale sono stati i fattori discriminanti. 

Rinunciando così al resto, abbiamo deciso di indirizzarci solo su arredamento che si aggira da un’epoca storica dalla metà dell’800 ai primi dell’900, con un tocco di modernariato.

Specializzandoci su mobili, oggettistica e complementi d’arredo vogliamo soddisfare la richiesta di mercato più grande.”

Cos’è che rende unica questa azienda?

“Sicuramente l’aspetto che mi colpisce maggiormente è di  ridare nuova vita ad un prodotto che altrimenti andrebbe buttato.”

Per esempio, se un cliente è in cerca un armadio, può andare al Sottoscala e trovare un complemento d’arredo unico, di ‘vero legno’, della metà dell’800, che ha comunque il suo fascino ad un prezzo davvero competitivo.

Oppure.. può andare all’Ikea e comprare uno dei centinaia ‘Skovatskyw’ prodotto in serie, in vero truciolato e pagarlo sicuramente di più.. ( però capiamo che le polpette svedesi sono irresistibili)..

“I numerosi clienti che abbiamo, testimoniano il nostro successo e siamo fieri di lavorare con case vacanze, bed and breakfast e strutture ricettive. Architetti della zona che hanno promosso opere di ristrutturazione, si sono spesso serviti da noi per dare quel tocco retrò a design contemporanei. 

Inoltre è in voga la tendenza di mercato di inserire contrasti fra arredi industriali e rustici, vecchi oggetti rinnovati con pochi accorgimenti o abilmente restaurati. Le alternative sono tante, basta lasciarsi ispirare.”

Tuttavia..

“Noi prendiamo gli oggetti in conto vendita e diamo un termine di 180 giorni, entro i quali se l’oggetto non viene venduto va o restituito al cliente o smaltito. Il proprietario, 99 su 100 non lo viene a riprendere e quindi o siamo noi a doverlo smaltire o a preoccuparci di devolverlo in beneficienza.

Come azienda paghiamo la Tari in base alla metratura dell’ambiente e come potete ben vedere se venite a trovarci, abbiamo un capannone molto grande.. a voi i conti..

L’aspetto che mi indigna e mi lascia senza parole è sicuramente il funzionamento del sistema: ho più di 500 clienti che con costanza e continuità  acquistano o mi portano oggetti da rivendere.

Sei Toscana ha fatto un sopralluogo e si è resa conto della situazione, ma le leggi italiane non regolamentano un’attività di questo genere e quindi siamo in balia del sistema. I vuoti normativi sono un problema che si ripercuote sull’economia della nostra azienda.

..E pensare che il fine per cui è nato il nostro progetto, è sempre stato di ridare una seconda vita a prodotti vecchi e logori..

Ritengo che un’azienda come questa meriterebbe una riflessione in più ed una salvaguardia: il fatto di essere il passaggio intermedio ” dalla cantina alla discarica” dovrebbe essere premiato.

Il nostro lavoro consente di posporre il costo di smaltimento, di risparmiare sui consumi per produrre nuovi complementi d’arredo e di tramandare un valore affettivo per certi oggetti che altrimenti andrebbe perduto.”

Avete pensato all’attività di restauro?

“Ci piacerebbe eseguire interventi di restauro ma al momento ci manca la manodopera.

Io spesso mi dedico a piccole manutenzioni, però il poco tempo non mi consente di fare di più. Chissà, magari un domani riusciremo ad allargarci e a dedicarci maggiormente a questa attività..

Al momento, tuttavia,, quando selezioniamo i nostri prodotti ricerchiamo materiali che hanno un valore e sostanzialmente già pronti all’uso.”

Progetti per il futuro?

“Abbiamo recentemente stretto una collaborazione con la Cooperativa giovanile del lavoro ed in conto vendita ci sono, ad oggi, molte piante: dedicando loro un apposito spazio dove esporle, è nata una sorta di urban jungle che ci fa dimenticare la frenesia della città e ferma il tempo.

All’interno della zona industriale siamo stati in grado di creare uno spazio verde e penso che se tutti a poco a poco dessero il loro contributo, magari l’impatto del cemento verrebbe attenuato.

Ovviamente ritengo che le piante diano una sorta di valore aggiunto agli oggetti che vendiamo. Abbiamo anche vasi ed attrezzatura da giardino e quale occasione migliore per completare il pacchetto con una nuova piantina?

Un altro progetto da realizzare sarà un pergolato con l’uva da tavola: arricchire di ‘verde’ questa zona con un prodotto anche buono da magiare è sicuramente un buon compromesso.”

Amate la terra, godeteva e rispettatela: il pianeta ha bisogno di essere protetto ed ogni piccolo contributo è vitale.

Ringraziamo Cillo per il suo tempo e vi ricordiamo che Il Sottoscala è partner Triblog e voi amici della Tribù, presentando la vostra tessera, avrete diritto a sconti dal 10 al 20% su tutto l’assortimento.

Cosa state aspettando?? È tipo di fare shopping!

(Blogger)

Background Economico, passione per il Marketing e Comunicazione d'impresa, sognatrice da sempre. Ho deciso di fondare l'associazione Triblog per realizzare progetti multidisciplinari e condividere passioni, creatività, idee...