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Ciao a tutti, questa è la storia di un viaggio, o meglio di un regalo ricevuto, che dopo Madrid, mi ha riportato alla scoperta di una nuova meta spagnola: Siviglia.

Ho girato diverse città europee, da Londra a Edimburgo, da Malta a Parigi, ma devo dire che sicuramente la Spagna mi ha lasciato qualche cosa in più rispetto alle altre nazioni. C’è un ‘non so che’ che mi coinvolge, vuoi la cultura, vuoi l’atmosfera che si respira, ma dal primo momento che ho messo piede sul territorio spagnolo, ho subito percepito un’energia particolare che mi ha spinto e mi spingerà sicuramente ad addentrarmi ancora alla scoperta della penisola!

Valigie pronte!

Il mio viaggio per Siviglia ‘spicca il volo‘, se cosi si può dire, nelle prime ore della mattina del 27 dicembre, dall’aeroporto di Roma Fiumicino, dopo un pernottamento presso un discreto hotel della zona, con piscina e servizi all’aperto, che ti avrebbero fatto venire voglia di fare un bagno anche con i 3 gradi che c’erano…..trattarsi bene ogni tanto non fa male!

Il volo di andata fila tutto liscio, nonostante il nostro compagno di viaggio fosse un prete che non perse tempo per deliziarci con tutto il suo repertorio di preghiere…quindi adesso oltre allo spagnolo sappiamo benissimo anche il Padre Nostro!

 

Ad aspettarci all’uscita dell’aeroporto, abbiamo trovato un bus navetta (linea EA), che in pochi minuti ci ha condotto sino al centro della città, che si è aperta a noi in tutti i suoi nodi e incroci di strade.

Siviglia, infatti…

..è una tipica città spagnola, composta da viette e sobborghi che possono essere gustati appieno soltanto girando a piedi, e quindi noi, ovviamente, non abbiamo più preso un bus fino al giorno del ritorno, facilitati anche dal fatto che abbiamo trovato temperature miti di 20° (a fine dicembre!!). Baciati dal sole allora, abbiamo dato inizio alla scoperta di questa tipica città andalusa.

Primo Giorno!

Una volta lasciate le valigie in albergo, abbiamo cominciato ad avventurarci senza una precisa meta tra le stradine della città, per il gusto di assaporare pienamente la tradizione andalusa: ci siamo subito resi conto che le abitudini ed i ritmi di vita sono molto diversi dai nostri, più calmi, con orari più elastici. Si tratta di una cultura che ha in sé l’idea di ritrovarsi, stare in compagnia ad ogni ora della giornata, infatti in ogni vicolo o strada non possono mancare locali come la “cerveceria” o le “tapaserie”.

Sono questi, dei locali, aperti tutto il giorno, in cui c’è un viavai di gente continuo, molto lontano dalla nostra idea di birreria. Infatti, mentre se noi culturalmente siamo abituati a frequentarli la sera, per loro sono come dei bar, in cui ordinare al posto del caffè, della buona birra e tapas, ottimi stuzzichini da farcire come più piace….ogni minuto è buono per uno spagnolo “para ir de tapas”.

 

 

 

 

Camminando camminando ci è venuta fame (strano), cosi ci siamo fermati a pranzo “Da Pino”, attività gestita da Giovanni, un ragazzo con origini italiane, nel cui locale si uniscono la tradizione italiana e quella spagnola. Un po’ la fame, un po’ la stanchezza, ma i piatti erano veramente buoni e curati, dal gusto alla presentazione, tanto che è diventato uno dei punti di riferimento della nostra vacanza!

Ben rifocillati, usciamo dal groviglio di strade e ci dirigiamo verso la via principale, ricca di negozi tipici e di grandi catene commerciali. Qui sembra di essere in un’altra città, estremamente diversa da quella in cui ci trovavamo pochi minuti prima: il tipico lascia spazio al moderno, gli edifici abbandonano l’influenza araba e assumono un aspetto tipicamente metropolitano, in cui le insegne delle attività dominano sull’intera via.

Parlando di grandi esercizi commerciali, non poteva certo mancare la visita allo Starbucks, tappa fissa ogni volta che visito una nuova città Europea e non.

 

Arrivati alla sera del primo giorno, evidentemente provati dal viaggio e dai km percorsi a piedi, decidiamo di fermarci a cena presso un locale con cucina sivigliana, e ovviamente la prima cosa che ci viene proposta, e che noi accettiamo volentieri, sono le loro amatissime Tapas! Bocconcini ricoperti di formaggio, sopra una composta di frutta…spaziali!!

 

Abbiamo poi proseguito con il piatto principale: jambon iberico con uova, sopra un letto di patatas bravas.

Dopo cena abbiamo concluso la giornata passeggiando per le vie nei dintorni all’albergo, e ci siamo accorti che nonostante fossimo già ben oltre il nostro consueto orario di chiusura, qua molti negozi erano ancora aperti, evidenziando il fatto che per loro è del tutto normale lavorare fino a tardi anche la sera. Sicuramente una bella impressione!

 

Secondo Giorno, spazio alla cultura!

La nostra vacanza alla scoperta di Siviglia continua: oggi ci dedichiamo alla cultura.

Pensando a Siviglia e curiosando nei vari negozi di souvenirs saltano facilmente agli occhi quelli che sono i tre pilastri, o meglio i tre monumenti, che identificano le varie sfaccettature della cultura sivigliana: la Catedral de Santa Marìa, terza chiesa cristiana nel mondo per dimensioni, accompagnata dalla torre campanaria della Giralda, chiaro esempio della presenza araba sul territorio e l’ Alcàzar, che riflette lo stile architettonico mudéjar.

La giornata si preannuncia molto impegnativa, quindi non potevamo farci mancare una colazione da campioni in quello che ormai diventerà durante il resto della vacanza uno dei nostri locali preferiti: Da Pino.

 

A questo punto, con i pancini pieni grazie ai due sfilatini con burro e marmellata, ci mettiamo i nostri zaini in spalla e ci dirigiamo alla volta di quella che sarà la prima tappa della nostra visita: la cattedrale gotica. 

 

 

Appena entrati, la cattedrale ci sovrasta con tutta la sua imponenza.

Gli occhi si perdono nel cercare di catturare tutti i particolari e i vari ambienti in cui la costruzione si divide: sicuramente ciò che spicca sin dal primo sguardo sono i due grandi organi che fiancheggiano il coro, e la Cappella Maggiore ,che ospita l’ altare portante della cattedrale, il più ricco e decorato. Spostando lo sguardo di pochi metri è poi possibile vedere la tomba di una delle personalità di spicco della cultura spagnola, Cristoforo Colombo, sorretta da quattro araldi che rappresentano le quattro corone di Spagna (Leòn, Castiglia,Navarra, Aragona).

 

Passando dalla cattedrale..

..si può salire in cima alla Giralda, fino a 70 metri di altezza e dominare tutta la città. Una particolarità della torre sono le scale che non esistono, si sale tramite 34 rampe circolari, sistema molto più comodo dei gradini e che un tempo consentiva ai Muezzin (persone incaricate di effettuare il richiamo della preghiera islamica) di arrivare in cima in sella al loro cavallo.

 

Tra un pezzo di storia e l’altro si è fatta l’ora di pranzo. Ci addentriamo allora all’ interno di una delle viette che contornano la piazza monumentale, decidendo di fermarci in un locale poco distante per gustare una doppia porzione di paella che, ovviamente, abbiamo accompagnato con un dolce.

Appesantiti un po’ dal pranzo ,un po’ dalla fatica della mattina, ci mettiamo in fila verso l’entrata dell’ Alcazar: sembrava di trovarsi sul serpentone che porta al pianeta del re Kaioh, una coda interminabile di persone che si snodava sui vari lati dell’ edificio, della quale non vedevamo la fine. Finalmente riusciamo ad arrivare all’ entrata di quello che originariamente era un forte dei Mori, poi ampliato e trasformato in un palazzo reale.

 

I vari ambienti si ramificano dal cortile di ingresso, collegato ai giardini della reggia da un lato e dalle stanze dei reali dall’altro, ricoperte da piastrelle ed affreschi in pieno stile mudejar. Nei giardini, intervallati da scalini e piccoli cortiletti, si ritovano fontane, piccoli laghetti e sculture di vario genere.

 

E’ però, per noi un mistero, la presenza di cigni all’interno di questi giardini, che nonostante la nostra accurata visita, ci sono sfuggiti. I più fortunati però dicono di averli potuti vedere e fotografare proprio negli stessi punti dove noi abbiamo scattato delle foto… insomma questi cigni per noi rimangono delle entità sconosciute, una specie di segreto di Fatima che si è svelato solo a pochi prescelti.

Conclusa anche questa visita, ormai a pezzi, rientriamo in albergo dove ci aspetterà una doccia infinita e la solita cena tutt’altro che leggera.

..Terzo Giorno..

Si dice che “chi dorme non piglia pesci”, quindi anche oggi la sveglia per noi suona a poco più delle 7.00 del mattino. Chiaramente ad aspettarci sarà la solita colazione da modelli: sfilatini burro e marmellata, accompagnati a questo giro però anche da un bel bicchiere di spremuta, tanto per non farci mancare un po’ di vitamine!

Meta di questo terzo giorno di vacanza saranno Casa de Pilatos, considerata come prototipo del palazzo andaluso e Plaza de España, uno degli spazi architettonici più spettacolari della città e dell’ architettura neo-moresca.

Iniziamo allora questo nostro secondo giorno di cultura con la visita del palazzo andaluso. Si tratta di una costruzione che si immerge all’interno del centro cittadino e si fonde con gli altri edifici più recenti che, con il passare del tempo, hanno finito per circondare la casa.

Si accede al palazzo attraverso un portale in marmo di stile rinascimentale , per poi essere catapultati in un patio tipicamente andaluso, dove si ritrova anche lo stile mudejar, ripreso poi nei grandi saloni adiacenti, e il richiamo al mondo romano, grazie ai 24 busti raffiguranti imperatori e personaggi celebri dell’impero.

Singolare è poi la storia del suo nome: si attribuisce a Fadrique Enriquez de Ribera l’attuale denominazione del palazzo. In particolare la tradizione dice che il marchese, al ritorno da un pellegrinaggio a Gerusalemme, scoprì che la distanza tra la sua abitazione e la chiesa collocata fuori dalle mura (Croce del campo) era uguale a quella tra le rovine della residenza di Ponzio Pilato e il Calvario (collina sulla quale salì Gesù per esservi crocifisso). Sorpreso da questa coincidenza, il marchese stabilì lungo il percorso dalla chiesa al palazzo, le 14 stazioni della Via Crucis, di cui la prima, ossia la sua casa, corrispondeva alla Casa di Pilato. Questo è il motivo per cui si è anche creduto che la casa fosse una copia della residenza di Pilato.

Usciti e piacevolmente sorpresi dalla bellezza della villa del marchese, ci accorgiamo che si è fatta l’ora di pranzo, che stavolta si può considerare mediocre, visto le performance mangerecce degli scorsi giorni.

Siccome…

..volevamo goderci la piazza principale della città in pieno giorno, per esplorare tutte le bellezze che aveva da offrirci, dopo ben 3 km di camminata la raggiungiamo, e si apre a noi in tutta la sua maestosità.

Infatti essa rappresenta l’abbraccio della Spagna  e delle sue antiche colonie e  si rivolge verso il Guadalquivir, mostrando la strada da seguire per raggiungere l’America.

 

Tuttavia..

..le particolarità della “plaza” non finiscono qui: il canale che si snoda all’interno della piazza è attraversato da 4 ponti che rappresentano i 4 antichi regni di Spagna, mentre le panche appoggiate alle pareti ed ornate da ceramica, formano degli spazi che alludono alle 48 province del Paese.

La cornice..

..nella quale si inserisce Plaza de España è il Parco di Maria Luisa, donato dalla stessa alla città di Siviglia.

Il parco ospita diverse specie di piante e fiori particolari che provengono da ogni parte del mondo.

All’interno del giardino è poi possibile ammirare dei laghi artificiali, abitati da oche, papere e cigni (ebbene sì finalmente abbiamo visto dei cigni a Siviglia), ma anche statue dedicate a personaggi di spicco come Cervantes e Bequer e delle fontane che nelle varie ore del giorno animano il parco con diversi giochi d’acqua. Non si può perdere una bellezza del genere soggiornando a Siviglia!

 

Con la visita al giardino termina il “momento cultura”. Adesso ci aspetta una bella camminata per rientrare in hotel e successivamente un giorno intero dedicato allo svago.

 

Quarto Giorno, Shopping Day!

Siamo arrivati all’ultimo giorno ragazzi, e purtroppo la nostra vacanza sta per giungere al termine, ma dato che oramai tutti i monumenti tipici della città sono stati accuratamente visitati e fotografati, abbiamo dedicato l’ultima giornata allo shopping e alla visita della parte commerciale di Siviglia: Il Metropol Parasol, Lo stadio, il centro commerciale adiacente e i negozi delle vie principali! E come poter visitare al meglio anche questa zona della città? Ovviamente rigorosamente a piedi! È faticoso, ma se si vuole apprezzare a pieno ogni angolo, vale la pena!

La parte commerciale si apre con il Metropol Parasol, una struttura di architettura contemporanea, realizzata da Jurgen Mayer e rappresentante un enorme parasole che regala ombra alla piazza. Al primo piano di questa costruzione si può trovare un mercato di prodotti andalusi e dolci di ogni genere.

Salendo al piano superiore invece, proprio sul tetto del parasole, è possibile ammirare la città dall’alto e percorrere tutti i grovigli di cui la struttura si compone.

Adesso zaini in spalla, e via verso quello che per me è la tappa fissa di ogni meta turistica visitata, lo stadio, in questo caso, lo stadio del Siviglia.

 

Purtroppo, con nostro grande rammarico, l’accesso non era consentito in quel periodo, quindi non abbiamo potuto visitarlo come fu invece per il Santiago Bernabeu di Madrid, quindi vi posso solo mostrare l’esterno (seppur fantastico), e raccontare un aneddoto successo poco dopo arrivati sul posto.

Dato che lo stadio era chiuso..

..abbiamo visitato lo store ufficiale del Siviglia per fare l’acquisto di routine e, appena usciti, vediamo una piccola folla ferma davanti all’entrata della biglietteria. Incuriositi, ci avviciniamo con fare sospetto, cercando di capire di cosa si trattasse. Pochi metri dopo capiamo subito il perché di tanta gente: era appena stato presentato Vincenzo Montella come nuovo allenatore. Subito i tifosi si sono precipitati alla sua uscita per immortalare il momento! Sfortunatamente si è concesso solo pochi secondi e non mi ha dato modo di scattare il ‘’selfie’’ tanto desiderato, ma la sorpresa di vederlo lì a due passi è stata veramente tanta!

 

Elettrizzati dall’incontro inaspettato, continuiamo la giornata visitando il centro commerciale adiacente, pieno zeppo di negozi, per la maggior parte di grandi marchi, ma anche alcuni tipici del posto. Senza indugiare troppo ci dirigiamo verso l’unico posto che, data l’ora, avevamo voglia di visitare, il ristorante! Ovviamente anche oggi non abbiamo guardato troppo al Fit, o al Vegan, ma abbiamo optato per un tipico Panino e patatine in stile americano, con tanto di partita di NBA trasmessa sul grande schermo (figo!).

 

Appena rifocillati, non perdiamo altro tempo e cominciamo a girare per i due piani di negozi, senza lasciare neanche un angolo inesplorato. La parte più bella però è sicuramente la vetrata, che si affaccia sul lato dello stadio, immortalandone la facciata!

Dopo aver alleggerito un po’ il portafoglio, diamo un ultimo sguardo allo stadio e piano piano ci incamminiamo verso quella che è diventata la nostra ‘’casa’’ per questi 5 giorni.

Per chiudere in bellezza, non ci siamo fatti mancare ‘’L’ultima cena’’, in uno dei locali più tipici della città andalusa: Espartero! Da provare sicuramente il pollo, alla maniera andalusa.

Con queste ultime foto termina la nostra meravigliosa vacanza. Stanchi, ma felici, e sicuramente più ricchi di quando eravamo partiti! Un saluto e al prossimo viaggio.

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