Screen Shot 2017-04-05 at 12.20.24

 

La Tribù di Triblog ospita un artista che tutti conosciamo per realizzare delle opere senz’altro originali.
Massimiliano Fabrizzi,in arte Mati, preferisce lasciare che le sue creazioni si esprimano per lui. Non ama parlare di sé, però per noi ha fatto un’eccezione e ci racconterà un po’ del suo lavoro.

 

Massimiliano Fabrizzi

Ti conosciamo come cuoco ed artista…quale passione preferisci?

“Preferisco sicuramente l’arte, non smetterei mai di stare in laboratorio a produrre pezzi. Trovo che lavorare in cucina sia altrettanto stimolante ma, con il tempo e dopo aver saltato tanti spaghetti nella mia vita, sono giunto alla conclusione che è l’arte che riesce a darmi il rifugio che cerco per scaricarmi dallo stress, essere me stesso ed esprimermi.”

 
Quando è nata l’idea di creare queste opere alternative? C’è un qualcosa in particolare da cui hai tratto ispirazione?
“Fin da piccolo ho sempre avuto passione per tutto ciò’ prettamente manuale, che prevedeva sporcarsi le mani. Non c’è stato un momento particolare in cui ho capito che mi volevo avvicinare a questo mondo poiché ho sempre amato disegnare.
Nell’adolescenza  volevo anche creare un brand per T-shirt e mi divertivo preparando sketch a mano. La mia creatività mi ha avvicinato anche a dare nuova vita a vecchi mobili in disuso, restaurandoli e dandogli un nuovo restyling.
 
 
Nel tempo ho frequentato corsi di pittura ad olio ma poi un giorno, navigando per puro caso nel web, mi sono imbattuto nel fantastico mondo del riciclo. Quello che si può creare è incredibile: ci sono artisti che da tutto il mondo sono a dir poco fenomenali. Sono rimasto molto impressionato ed ho capito che, magari, questa poteva essere la mia strada. Così, un po’ per gioco e un po’ per passione, ho iniziato a sperimentare e poi la cosa ha preso campo: ad oggi sono a 530 pezzi circa!”
 
 
Come nasce il concept? Che metodologia segui per ideare/progettare e realizzare?

“Diciamo che col tempo ho imparato ad organizzare meglio ogni pezzo: inizialmente predominava l’istinto e l’improvvisazione. Dopo ho capito che ci voleva, come per ogni cosa, un progetto. Adesso mi documento con foto, disegno il soggetto,ricerco i giusti materiali e lo riproduco.

 

 
Ho iniziato con animali marini, tra cui balene e pesci, ma nel tempo ho sperimentato anche altro come gatti, gufi, cuori, soli, fino a tornare a cavallucci marini e teschi messicani.”
 
 
 C’è una particolare opera a cui sei affezionato? cosa rappresenta per te?

L’opera a cui sono particolarmente legato è una piccola balena che ha in casa mia mamma. La balena è il soggetto che preferisco raffigurare e costruire.

Mi sono documentato moltissimo su questo grandissimo e fantastico mammifero; è sicuramente unico nel suo genere, ha un significato un po’ speciale per me…ed alla fine me lo sono anche tatuato! Un animale davvero straordinario. Un’autentica regina del mare!”

Quali sono i materiali che preferisci usare? sono proprio tutti tutti riciclati?
Amo usare indubbiamente il legno grezzo, che cerco sulle spiagge, ma anche legni particolari ricavati da vecchi mobili. 
 
 
A questo abbino altri materiali per rendere più interessante il pezzo: acciaio, rame, alluminio, plastiche varie, bottoni, reti, lampadine, tubi; insomma tutto ciò che la gente abbandona o getta via. Naturalmente una cosa che non può assolutamente mancare sono i colori. Aadoro i colori, rendono tutto più vivo.
 
   
Segni particolari? Scegli 3 aggettivi che ti descrivono.

“Oddio, che dire?. Come già sapete non mi piace molto parlare di me ma, solo perché me lo avete chiesto voi, rispondo che sono un tipo molto riflessivo, introspettivo e creativo, con il cervello sempre in movimento. Ritengo di essere abbastanza introverso con chi non conosco, tuttavia, con gli amici riesco a risultare addirittura molto espansivo. Sono “fatto strano”, lo so!

Quale stile ti rappresenta? Quali artisti che hanno fatto la storia pensi ti abbiano influenzato maggiormente?

Sinceramente non ho un artista famoso che mi abbia appassionato in particolar modo, ammiro molto di più gli anonimi, gli artisti di strada, perché il mondo è veramente pieno di talenti.

Progetti per il futuro?

Nel breve periodo mi sono prefissato tre progetti e un sogno: il primo è un’ istallazione per la mia città, il secondo scrivere un libro fotografico coi bambini delle scuole a scopo benefico e il terzo andare a New York per fare una mostra dei miei pezzi. Pian piano farò tutto.

Ah dimenticavo…il sogno? Beh, è molto ambizioso e per il momento preferisco tenerlo per me.

 
Ho seguito alcune notizie riguardo progetto di realizzare un pesce gigante, che prima volevi chiamarlo Invictus ma poi hai optato per Hero…ci vuoi raccontare qualcosa di più?

La storia di Invictus nasce proprio da uno dei tre progetti che avevo in mente: un grande pesce 5 metri circa esposto in un angolo della mia cittadina, Piombino. Lo volevo battezzare con quel nome ma poi ho pensato fosse più divertente coinvolgere gli amici e quindi ho scelto il nome più adeguato di HERO.

Credo che estenderò l’idea di installare opere simili anche in altre città ma la prima volevo fosse proprio la mia.
 
Grazie mille Mati per il tempo che ci hai dedicato e grazie per il lavoro che stai facendo!
Noi della Tribù siamo certi che riuscirai a realizzare i tuoi sogni e ti mandiamo un “in bocca al lupo extra” per il tuo desiderio segreto!
 
 
 
 
             
       
            
 
             
              
            
              
               
Digiprove sealCopyright secured by Digiprove © 2017 giulia fulceri

(Blogger)

Background Economico, passione per il Marketing e Comunicazione d'impresa, sognatrice da sempre. Ho deciso di fondare l'associazione Triblog per realizzare progetti multidisciplinari e condividere passioni, creatività, idee...

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.