Senura

Primo articolo di un aperitivo Rock!

Il solito bar

Venturina è un paesino piccolo. Quasi una frazione, per capirci. Quando eravamo adolescenti non c’era niente e forse prima c’era ancora meno.
Se ci vivi, ci sono giorni in cui tutto sembra uguale, anche le persone. Però, qualcosa di diverso c’è. Quel qualcosa che non ti aspetti.
C’è il mio solito bar (che quando ero adolescente non c’era purtroppo). Ci sono quattro ragazzi seduti al mio tavolo!

Senura

 Non pensate che ve ne parli solo perché ci conosciamo tutti o siamo cresciuti insieme o gli voglio particolarmente bene. Avessero fatto schifo, avrei impiegato il mio tempo in maniera ben più interessante!

Ma invece sono forti davvero!

Almeno questo l’ho pensato quando ho messo per la prima volta il cd in macchina tre mesi fa e mi ha gasato così tanto, ma così tanto, che è ancora lì.

Partiamo dall’inizio.

I Senura, all’jnizio si chiamavano Noise, poi Noisette. (Correva l’anno 2000).

Dopo un periodo di stop, dove ognuno se n’è andato un po’ in giro, ad un certo punto si ritrovano e decidono di registrare vecchi pezzi, ma con una nuova voce.

E’ così che trovano Giacomo e scoppia la scintilla.

Sono ragazzi semplici, suonano da sempre. Si ispirano al Crossover anni ’90: Tool, Rage Against The Machine, Deftones, per capirci.

Cantano in italiano. E bene. Definiscono le loro canzoni come un flusso ininterrotto di coscienze e di pensieri in libertà e se ascoltate il disco capirete quanto hanno ragione.

Sono energetici, comunicativi, potenti.

Mentre ci beviamo la birra, e divaghiamo sui bei tempi andati, mi spiegano dei loro progetti, del nuovo disco a cui stanno lavorando e mi raccontano di tutti quei problemi che capitano di solito a gruppi come questo, che suonano musica come la loro. Che vengono dal piccolo paesino di provincia. Che non è nemmeno un Comune, ma una Frazione. Che la gente è sempre quella, la musica pure. Loro però sono diversi e si sente, e meno male.

Comunque è qui, che sono nati i Senura.

 Io non sono una musicista, ma penso che quando una canzone riesce a entrarti dentro, per me è buona musica. Insomma quando ti tira fuori le emozioni che hai dentro e che aspettano solo qualcosa che le liberi, bene, quel qualcosa certe volte può essere una canzone. E questo album con me lo ha fatto.

Per questo si merita di essere ascoltato. E ascoltato.

Norimberga

Sono usciti con il primo video: Norimberga. Questa canzone mi piace in particolare ma, in effetti, qui più che mai si capisce cosa intendevano dire con “pensieri in libertà”.

Chiedo a Francesco se l’ha scritta lui ed egli annuisce. Quindi glielo domando:

– Ma cosa vuole comunicare Norimberga?

– Norimberga parla di un Parelio, ovvero un effetto ottico particolare attraverso il quale è come se il cielo si illuminasse con più soli. E di come questo fenomeno sia stato usato in passato per far credere alle persone determinate cose, e di assoggettarle in qualche modo grazie all’ignoranza e alla buona fede. Vogliamo far passare il messaggio “non farti fregare”. Soprattutto da chi è ai piani alti e che ha i mezzi, e l’interesse di comandarti, di assoggettarti.

Mi dice poi che il nome Senura l’hanno preso dal film “City of God”, è l’unica boca che non è stata conquistata da Zè pequeño.

In effetti ci sta: sembrano anche loro resistere all’omologazione musicale, all’era dei “format” e delle canzoni facili e commerciali.

Spero riusciranno a resistere.

Francesco Banti, chitarra

Samuel Pellegrini, basso

Giacomo Giorgi, voce

Matteo Dondiero, batteria.

Etichetta: Furious Party

Trilly

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