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Poiché una delle mie passioni più grandi è il rugby, su questo blog non poteva ovviamente mancare un articolo a riguardo.

Il rugby è quello strano sport dove si passa sempre la palla all’indietro e dove dopo 80 minuti di scornate, si è soliti ritrovarsi a mangiare e bere tutti insieme, compagni e avversari. Tra le tante belle cose che mi ha lasciato questo sport, c’è anche questa storia che pare quasi un film ma che invece è la pura realtà: l’idea di giocare a rugby in un quartiere come Scampia e di essere riusciti a creare una società attiva ed impegnata sul territorio. So quanto può essere difficile giocarci, a rugby, con pochi fondi, campi da gioco fatiscenti, docce fredde in pieno inverno e bollenti in estate, per non parlare degli spogliatoi…ma so anche quanto può essere fantastico!

Ho pensato dunque fosse bello approfondirne la conoscenza e ne ho parlato con il presidente, Rolando Silvestro.

Lo Scampia Rugby: un’idea che qualcuno è riuscito a trasformare in realtà

Lo Scampia Rugby nasce da un’idea del dottor Salvio Esposito che, oltre ad essere uno psicologo dello sport, è un grandissimo appassionato ed ex giocatore di rugby. Il dottor Esposito ha per questo ideato un progetto ” 1000 bambini in campo” scegliendo un quartiere come quello di Scampia, dove questo sport era totalmente sconosciuto. Così nel 2013 abbiamo cominciato questa avventura e…siamo ancora qui!

Scampia Rugby

“Forti abbastanza da realizzare l’impossibile”

Questo è il nostro motto. Questa frase rappresenta al meglio quello che è il nostro scopo: far crescere un movimento, uno stile di vita, in un luogo dove tutto è fortemente amplificato. Dove anche il più semplice diritto deve essere conquistato. Il nostro “sogno” è quello di trasmettere ai ragazzi del quartiere un modo di vivere e di pensare che sia positivo per loro. Per tenerli fuori da determinati contesti.

Quale sport meglio del rugby?

Sarà che sono di parte, questo non lo nascondo, ma a mio avviso non c’è uno sport migliore che possa trasmettere determinati valori. Come sappiamo il rugby insegna rispetto, sia per i compagni che per gli avversari, ma soprattutto insegna il rispetto delle regole. Facendo un paragone tra rugby e la vita quotidiana possiamo immaginare che, se in campo un giocatore non rispetta una regola, penalizza se stesso e la squadra, mentre nella vita se un cittadino non rispetta una regola, penalizza se stesso e la collettività. Quindi quale sport migliore del rugby che conta tantissime regole da rispettare? Paragonandolo sempre alla vita di tutti i giorni, possiamo vedere gli avversari in campo come gli ostacoli o le difficoltà quotidiane, mentre in campo abbiamo bisogno del sostegno dei compagni di squadra per superarle, nella vita abbiamo bisogno della famiglia, degli amici. Ad oggi devo dire che i nostri ragazzi questo lo hanno assimilato, sono ragazzi estremamente corretti sia in campo che fuori.

Parlami di Scampia

E’ un quartiere di Napoli conosciuto solo per i suoi lati negativi ma è anche un quartiere ricco di persone che vogliono scrollarsi questa etichetta, che stanno lavorando giorno dopo giorno per costruire un futuro migliore. Sono presenti tantissime associazioni che ogni giorno lavorano per migliorarne l’immagine. Questo però non sempre è facile, soprattutto per chi come noi cerca di andare avanti senza nessun tipo di contributo, sia da parte delle istituzioni sia da parte dei nostri ragazzi. I tesserati non pagano nessuna quota di iscrizione o retta mensile, non pagano le visite mediche o altro. Questo, che da un certo punto di vista è una sfida per noi, dall’altro è anche un grosso problema: avendo a disposizione fondi molto limitati, rende il nostro percorso ancora più difficile da portare avanti.

Avete dovuto superare molte difficoltà immagino…

Quasi un anno fa, grazie alla congregazione dei missionari del quartiere, nella figura di padre Giuseppe, abbiamo ottenuto un campetto dove poter far allenare e giocare i nostri ragazzi. Questo ci ha permesso di ridurre le spese. Prima usufruivamo dell’impianto sportivo comunale che però aveva dei costi, che per una associazione come la nostra erano impossibili da sostenere. Il giorno che ci fu consegnato il suddetto campo, credo sia stato, ad oggi, quello più significativo per lo Scampia rugby. E’ quel giorno che ha dato una vera e propria svolta alla nostra squadra. Ci sono stati anche episodi spiacevoli, come quando, nonostante avessimo fatto richiesta e fossimo in regola con i pagamenti, ci fu negato l’accesso al campo comunale. Dovevamo disputare una partita dei rugby della squadra seniores e solo dopo le nostre proteste e l’intervento delle autorità la partita fu giocata, ma creando comunque disagio sia a noi che alla squadra ospite che veniva da fuori regione…non fu una bella figura.

 

Soddisfazioni?

Ad oggi posso dirti che, nonostante i problemi sia logistici che organizzativi, sono molto soddisfatto del nostro operato. Se consideriamo che tra staff dirigenti ed allenatori siamo in 7 ed abbiamo circa 120 bambini tra under 8-10-12-14 maschile e 14 femminile (prima società ad avere una squadra femminile under 14 in Campania), c’è da essere ottimisti.

 

Personalmente, sono veramente onorata e contenta di aver avuto l’opportunità di raccontare sul mio blog questa storia. E’ la storia di come si possono cambiare le cose, nel nostro piccolo.
Magari “semplicemente” passandosi una palla…(ovale!)

Alessandra

 

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