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Rieccomi! Precedentemente vi ho raccontato come si vive da queste parti e vi ho mostrato spiagge incontaminate e un po’ di storia locale. Adesso voglio parlarvi di un argomento che mi sta particolarmente a cuore.

Finalmente, rugby!

Come tutti sappiamo, la Nuova Zelanda, oltre ad essere meta per gli appassionati di panorami mozzafiato, è anche la dimora del rugby. E’ il paese che, con la propria nazionale, da costantemente spettacolo in tutto il mondo. La domanda è: ma come caspita fanno?

Hikurangi RFC

Per scoprirlo basterebbe semplicemente iniziare a giocare con loro e…è proprio ciò che ho fatto. Ho iniziato ad allenarmi con una squadra del posto, gli Hikurangi RFC, società militante nel campionato zonale del distretto di Whangarei. Inutile dire quanto questo mondo mi abbia fatto suo. Andare al campo per gli allenamenti e trovarsi sempre insieme ad un’altra trentina di compagni pronti a divertirsi, a lavorare duro…e allo stesso tempo sapere che alla fine il tutto si concluderà con una bella birra in club house. Vedere con i miei occhi con quanta semplicità e naturalezza questi ragazzi fanno determinati movimenti durante il gioco…indescrivibile. La cosa che più mi ha colpito (e qui entriamo nello specifico del gioco) è la loro capacità di mantenere viva la palla senza farla “sostare” tramite i punti di incontro e l’occupazione dello spazio nel più breve tempo possibile.

Passione ovale

Queste persone respirano il rugby e sono sempre cresciute con esso! Allo stesso modo in cui in Italia si è soliti udire persone di tutte le età discutere al bar di partite di calcio di serie A, allo stesso modo qua è facile imbattersi in anziani che discutono di Super Rugby (il massimo campionato dell’emisfero sud). Perciò, se avete in mente di fare un’esperienza in Nuova Zelanda e siete appassionati di rugby come me, vi consiglio vivamente di andare a giocare. Ci sarà da divertirsi. I club sono tanti e tutti con due squadre complete. Un unico monito, però: attenti al terzo tempo perché i neozelandesi sono amanti della birra e ciò che può iniziare come una bevuta post match può trasformarsi in una tragica serata alcolica!

Rugby e birra, un binomio perfetto

E se la fortuna sarà con voi, potrete ritrovarvi contro giocatori All Star del calibro di Rene Ranger, All Blacks, giocatore per i Blues nel Super Rugby.
Io, sono stato fortunato!

Differenze con il rugby nostrano

Che dire…al di là della qualità del gioco, il terzo tempo qui è molto diverso. Si trattiene tantissima gente dopo la partita a festeggiare in Club House. I capitani delle due squadre tengono un discorso parlando dell’incontro appena concluso, ringraziando avversari e compagni. Dopo, nominano il migliore in campo tra gli avanti e tra i 3/4, i quali faranno a gara a chi finisce prima un boccale di birra! Un’ altra cosa che mi ha sorpreso è che qui danno tantissima importanza alla parte aerobica. E’ veramente importante essere allenati con il fiato ed è per questo motivo che facciamo fitness ad ogni allenamento ma…questo non significa che non ci siano degli energumeni enormi!

Beh, che dire… ringrazio i miei compagni di squadra per la bella accoglienza: mi hanno fatto sentire da subito uno di loro.

L’affetto tipico di noi rugbisti l’ho ritrovato anche da queste parti: se perderete di vista anche solo per un attimo il bicchiere, se qualcuno dei presenti riuscirà ad infilarci dentro un dito, sarete obbligato a berlo alla goccia e…credetemi, è molto facile che succeda svariate volte durante una singola serata!

La danza Ka Mate

 Per ora è tutto, a presto..Matteo

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