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Di che cosa si occupa la liuteria?

“La liuteria è l’arte della progettazione, della costruzione e del restauro di strumenti a corda ad arco (quali violini, violoncelli, viole, contrabbassi, ecc.) e a pizzico (chitarre, bassi, mandolini, arpa, ecc.). Il nome deriva dal liuto, strumento a pizzico molto usato fino all’epoca barocca. È un’arte e tecnica artigianale rimasta quasi immutata dall’epoca classica della liuteria (XVI, XVIII secolo).”

Oggi conosceremo meglio Luca Ruggiero, giovane liutaio della Val di Cornia. Sono rimasta molto affascinata da quest’arte ed ho colto l’occasione per scoprirne di più.

Come nasce la tua passione?

Nel 2006, durante un corso di formazione regionale per ebanisti, frequentato anche da liutai, ho capito che volevo imparare la loro arte ed è stato quasi automatico entrare in un mondo fino ad allora sconosciuto. Così prende forma la mia passione.

Realizzi qualcosa che non è solo esteticamente bello, ma produce anche un suono sublime!

È questo l’aspetto che mi emoziona. Non solo è bello da guardare ma anche utile, e sono io con le mie mani a realizzarlo.

Una volta apprese le basi, ho avuto il piacere di conoscere molti liutai, confrontarmi ed affinare le mie tecniche. Pratica, costanza e perseveranza sono all’ordine del giorno.

La realizzazione del prodotto finale.

Dopo un po’ di tempo tuttavia, si impara a costruire un violino che esteticamente corrisponda alle caratteristiche prescritte, ma realizzarne uno che produca un bel suono è tutta un’altra storia.

Un violino prodotto ‘industrialmente’ ha dei costi accessibili e tutti possono iniziare ad esercitarsi con questo. Tuttavia quando si continuano gli studi e si parla di conservatorio, la scelta di un violino prodotto da un bravo liutaio è consigliabile. Quel prodotto artigianalmente, avrà un suono di una certa qualità.

Come si fa a prevedere, durante la produzione, quale tipo di suono avrà quel determinato strumento?

Il problema più difficile per un liutaio è sicuramente  quello di riuscire a conoscere il risultato di ciò che sta facendo: sapere come suonerà lo strumento che ha creato. È oggettivamente possibile ottenere un bel violino usando legnami di qualità: è un’arte che si impara e migliora con il tempo.

Per ottenere un buon suono è invece necessaria costante pratica e continuo studio. Imparare dagli errori e non sconfortarsi.

Noi non realizziamo niente di nuovo, il modello che andiamo a riprodurre è comunque ispirato ai vecchi strumenti del passato.

Ci ispiriamo costantemente ad Antonio Stradivari, alla Famiglia Amati, Niccolò Gagliano, Giuseppe Guarnieri del Gesù e molti altri ancora…

Io mi concentro sulla realizzazione degli strumenti ad arco, sono simili fra di loro, la tecnica costruttiva di questi strumenti rimane la stessa, la forma si sviluppa in base alla proporzione. Si segue la sezione aurea, ovvero si segue un disegno preciso, delle misure ben stabilite da un metodo matematico/ geometrico insomma.

Ogni scuola d’Italia aveva una famiglia di liutai che produceva un certo modello in particolare al quale ci rifacciamo. Il copista è colui che riproduce le imperfezioni della vernice, dell’usura,ottiene una copia molto fedele all’originale. Il liutaio invece riproduce lo stesso modello, ma lascia un’impercettibile firma del suo lavoro, talvolta non individuabile nemmeno da un musicista professionista.

Dalle ‘effe’ si intravede la scritta interna “Ruggiero”.

Se le differenze sono tanto minime, va le pena farle?

Personalmente realizzo questi strumenti per il piacere di farlo. I miei prodotti sono costruiti rispettando la tradizione, ma ogni liutaio custodisce gelosamente piccoli segreti per ‘ personalizzare’ seppur in maniera impercettibile un pochino. È come se volessimo firmare la nostra opera, la firma la vedono veramente pochi, non si percepisce, ma io lo so. Questo è quello che conta. Lo faccio per me.

La ricerca dell’eccellenza in ogni operazione svolta.

Devi essere un buon falegname, per assemblare ed intagliare al meglio le varie parti dello strumento, una meticolosa attenzione all’applicazione delle colle per collegare i vari pezzi: alcuni strumenti che vengono tutt’oggi suonati, hanno anche 300 anni. Ci vuole molta cura per realizzare un oggetto che mantenga inalterate le sue proprietà nel tempo.

Alcuni strumento che possiamo ammirare ( ed utilizzare) sono del 1560, hanno circa 500 anni. Per quanto possano essere usurati, consumati, sono perfetti e mantengono le loro caratteristiche.

La cosa che ti emoziona di più?

Ieri sono stato in conservatorio per far provare l’ultimo violino che ho realizzato alla maestra: confesso che prima che inizi a suonarlo trattengo un po’ il respiro, sono molto teso. Poi gli archi sfregano leggeri le corde e la melodia che ne produce mi ferma il cuore. Sono stati i 30 secondi più lunghi della mia vita ed ogni volta che mi capita di far provare da un professionista il mio strumento è come la prima.

Come dicevo, anche io ho iniziato a studiare violino per capire al meglio il tipo di suono che potenzialmente se ne ottiene. Il tipo li legno usato, il tipo di vernice, le differenze che vanno ad inficiare sul suono sono piccole ed impercettibili. Minime.

Basta una passata di vernice di una nuova marca, un legno più o meno stagionato ed il suono cambia.

I costi del mestiere?

È un lavoro dove la manualità e la competenza artigianale sono predominanti, però anche le attrezzature sono abbastanza costose. I costi fissi  tuttavia sono di gran lunga superati da quelli variabili: i materiali usati devono essere della massima qualità.

Quanto tempo impieghi per costruire uno strumento? 

Più o meno due mesi per uno strumento finito. Quaranta giorni per finirlo in bianco e una ventina per la verniciatura. Su un violino, per esempio, ci possono essere fino a quaranta strati sottilissimi di vernice.

Quando un professionista prova uno  strumento tuo, realizzato con tanta passione, con tanto amore per ciascuno dei suoi minimi particolari, ripensi a tutta la dedizione che hai impegnato, ripensi a tutto il tempo che ci hai dedicato: per fare cose belle,di qualità bisogna saper aspettare. Il gioco vale la candela.

E se dopo tanto tempo ti rendi conto che hai fatto un errore?

Diciamo che gli errori si limitano rispettando “la ricetta storica”. Noi liutai utilizziamo materiali specifici, legni particolari, tuttavia non è che puoi sapere esattamente come suonerà il legno che hai scelto: ogni pianta è diversa dall’altra, il clima, il luogo da cui vengono..

Nonostante il tipo di legno sia definito, possono esserci delle variabili che non puoi controllare. Utilizzando legna acquistata dalle stesse persone, ed utilizzando gli stessi materiali di sempre, allora posso arrivare ( secondo la teoria dei grandi numeri ) a prodotti tendenzialmente uguali.

Abete rosso  delle Alpi ( meglio se della Val di Fiemme) per la tavola armonica, dove sono presenti le tipiche fessure a “effe”.

Acero dei Balcani per il fondo, le fasce, il ponticello ed il manico ( dove si realizza anche la tipica chiocciola/ riccio) 

Ebano per la tastiera ( dove poggiano le corde e preserva dall’usura)

Progetti per il futuro?

Ho venduto i miei prodotti in America, in Giappone e spero di continuare ad ampliare il mio mercato. Spero di riuscire a partecipare a delle fiere internazionali per farmi conoscere.

Sto inoltre progettando di partecipare ad un concorso ( Triennale)  a Cremona, per la fine di Settembre. Tutti i liutai possono partecipare e presentare il proprio lavoro per farlo valutare nella struttura e nella produzione del suono. Io penso di realizzare un violoncello.

 

(Blogger)

Background Economico, passione per il Marketing e Comunicazione d'impresa, sognatrice da sempre. Ho deciso di fondare l'associazione Triblog per realizzare progetti multidisciplinari e condividere passioni, creatività, idee...