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               Lisbona è una delle capitali più alternative e colorate che abbia mai visto. Ogni volta che sono in Portogallo ho come l’impressione che il cielo sia più blu, vuoi per il colore bianco e delicato degli edifici, vuoi per i palazzi con le facciate di azulejos, perdersi nei vicoli pieni di storia e graffiti diventa un piacere.

Tipica facciata di una casa portoghese con le tipiche mattonelle decorative.

Tips per la sopravvivenza

Grazie alla nuova normativa sul roaming europeo non avrete problemi per il funzionamento di internet o per telefonare, sarà quindi valido il vostro piano tariffario.

Vi consiglio di installare sul vostro smartphone l’app ‘city mapper’ ( ricordate che se uscirete da Lisbona, questa app non sarà più attiva e dovrete affidarvi quindi a ‘google map’). Non appena atterrerete in territorio portoghese potrete così destreggiarvi nelle viuzze e sapere in tempo reale orari delle partenze dei vari mezzi pubblici.

Per velocizzare gli spostamenti non sottovalutate anche il download dell’app di ‘Uber’ ( funziona come un taxi ma si può contattare solo tramite app). Se non avete mai usato questo servizio ricordate di chiedere ai vostri amici i codici promozione ( oppure clicca qua) per ricevere gli sconti sulla vostra prima corsa.

Quando viaggio, spesso uso Booking e durante questa vacanza essere in 2 è stato davvero utile: inviando il codice promozione alla mia amica, lei ha fatto la prenotazione ed ha ricevuto lo sconto del 10%, io che le avevo inviato il codice ho ricevuto 20€ quindi alla fine abbiamo risparmiato qualche soldino sul prezzo finale. Se vuoi ricevere lo sconto clicca qua.

Ed un ultimo accorgimento, ma non meno importante, che in alcuni momenti mi ha salvato la vita è sicuramente la carta di credito. Anche una semplice prepagata va benissimo, ma sarà utile sia per fare delle prenotazioni, sia per acquistare biglietti di musei, ricariche telefoniche e trasporti pubblici online.

Adesso siete pronti per partire!

Murales dedicato al Fado.

#Day1: Ben arrivati!

Arrivati all’aeroporto di Lisbona, il modo più veloce per raggiungere la città è sicuramente la metropolitana ( tramite la linea magenta potrete raggiungere il centro o collegarvi a snodi per cambiare treno). Poiché noi non vedevamo l’ora di guardarci intorno, l’idea di viaggiare sotto terra non ci allettava ed abbiamo deciso di prendere l’autobus per vedere la città. Per i trasporti pubblici è possibile acquistare alle biglietterie una tessera che viene ricaricata di volta in volta. Costa 0,50€ ed è facile da ricaricare un po’ ovunque.

La card dei trasporti pubblici.

Prendere una camera matrimoniale era l’opzione più economica: un prezzo medio per gli ostelli è sui 17/19€ a persona.  Troviamo un’offerta e prenotiamo all’ Imperial Guest House, un maestoso edificio in Praça dos Restauradores.

Arrivate nella piazza ci guardiamo intorno, ci sentiamo ‘sdrucciolare‘ la fregatura: di solito le foto che si trovano su internet non sono proprio fedeli alla realtà, ma il palazzo che abbiamo di fronte è veramente troppo bello per essere vero. Siamo vicine a Praca do Rossio e nel quartiere c’è un bellissimo ascensore in stile liberty che dovete assolutamente vedere: è l’Elevador de Santa Justa e conduce fino al quartiere del Chiado. Inoltre siamo vicinissime a Rua Augusta, la via dello shopping ed a Bairro Alto, il famoso quartiere della movida notturna.

La vista panoramica da Bairro Alto.

Sempre attente al risparmio, per il nostro soggiorno abbiamo speso 64€ in tutto per 2 notti ( ovvero 15€ per notte a testa) ed eravamo consapevoli che per essere in una zona molto centrale non potevamo avere grandi pretese sui servizi.

Entrando nell’edificio infatti non c’è traccia di ascensore. 

La reception è al 4 piano e la pendenza delle scale fa aumentare la percezione della fatica e sembra di dover scalare una montagna, però dovrete farci i conti, a Lisbona tutto è in salita.

Le terribili scale per raggiungere la reception.

La stanza non è terribile, ci sono gli asciugamani, è pulita ed in fin dei conti, la useremo solo per veloci restyling e per dormire.

Facciamo amicizia con il receptionist, Matteo, un giovane italiano espatriato da tempo che vive in Portogallo già da 5 anni. Nel tempo libero fa la guida della città e siccome gli rimaniamo simpatiche ci offre un tour gratuito dei dintorni. Ci mostra un posto dove andare a bere la Ginja ( ottimo liquore alla ciliegia) e ci spiega che la bottiglia che tengono sul tavolo è per i turisti, quella buona è nel frigo. Quindi dopo un veloce gesto, il tizio ci serve della Ginja fresca in un bicchierino. È buonissima ed a soli 3 passi dal nostro albergo.

Il locale dove vendevano la fantastica Ginja.

Ci consiglia inoltre il miglior ristorante di tutta Lisbona: si mangia da Dio, lo staff è molto simpatico e si spende pochissimo. In via Santa Justa potrete trovare ‘O Marques’.

O’ Marquez: Il ristorante che ci ha conquistate.

Non ci lasciamo scappare i piatti tipici: carne a la piedra ( carne che ti cuoci da solo su una pietra rovente), bacalhau, piatto di formaggi tipici e vino verde ( una specie di vino bianco/prosetto frizzantino) dolcino rigorosamente della casa per la modica cifra totale di 30€. 

La cena portoghese.

A Lisbona i ristoranti tipici sono quelli dove la cena viene accompagnata dal fado, la musica popolare locale. Tecnicamente viene eseguito da una formazione musicale composta dalla voce che dialoga con la guitarra portuguesa accompagnati dalla viola do fado e dal cavaquinho, una chitarra di tipo spagnolo che produce le armonie ed i bassi. Talvolta alla formazione viene aggiunto il basso portoghese (baixo), a forma di chitarra spagnola, e talvolta anche una seconda chitarra portoghese.

Siamo venute a conoscenza dei tecnicismi perché a cena conosciamo due musicisti che suonano a giro per l’Europa. Facciamo amicizia e dopo il caffè decidiamo di seguirli in un locale vicino Alfama per ascoltare un’esibizione di chitarre. Anche loro probabilmente suoneranno perchè verso le 11 di sera inizia una sorta di jam session.

Siamo sfaticate e prendiamo un Uber per arrivare in Santo Estêvão, un piccolo locale con poca illuminazione ci sta aspettando: all’interno ci sono molti strumenti musicali appesi alle pareti ed è vietato battere le mani ma possiamo solo sfregarle per ‘applaudire’. Conosciamo il proprietario, Joao, un sudamericano con dei rasta lunghissimi che trascorre le sue serate a suonare nel locale. È molto carino e gentile, ci fa sentire subito a casa.

Il locale.

Verso le 2 di notte siamo stanche e decidiamo di rientrare, giusto una breve sosta per uno shot di Ginja e dritte a letto; domani ci attende una lunga giornata.

Day 2:Tempo di visitare la città!

Il tempo sembra essersi fermato a Lisbona, tutto ha un’aria un po’ retrò. La nostra prima destinazione è al Castello di Sao Jorge. È uno dei punti più alti e panoramici, si trova nel quartiere dell’Alfama. Per fortuna arriviamo molto presto e non troviamo fila per fare i biglietti. Sono 8€ spesi bene, la vista è mozzafiato ed il parco all’interno è bellissimo. Gironzoliamo sulle mura, fra i pavoni che vivono liberi nel giardino, scattando fotografie. Ad un certo punto, vicino ad una grossa cisterna c’è l’ingresso per una grande attrazione dell’antichità: il primo periscopio.

Vista da una delle Torri del Castello di Sao Jorge.

Ci sono delle visite guidate ogni 20 minuti. Siccome non abbiamo voglia di aspettare ci mettiamo in coda per la visita in lingua spagnola, convinte che qualcosa avremmo capito. In molti fanno il nostro ragionamento e quando è il momento di iniziare la visita, la guida ci inizia a spiegare cosa sarebbe successo durante la presentazione. Nessuno capisce una singola parola e ci accorgiamo di essere in un gruppo per spagnoli dove nessuno capiva lo spagnolo. La guida decide quindi di parlare per nostra fortuna in inglese e ci gustiamo la storia. Praticamente in età medievale, era stato inserito uno specchio di circa 40cm su una torre e con delle maniglie e corde, si ruotava proiettando l’immagine su un telo bombato. L’immagine arrivava direttamente da fuori e si vedevano i passanti, le macchine, gli uccelli in tempo reale.

Vista panoramica dal Castello.

È strabiliante pensare che dalla posizione strategica è possibile vedere tutto a 360°.

Miradouro.

La prossima tappa è Miradouro de Santa Luzia, anche qua la vista è sempre delle migliori. A soli 5 minuti distanza c’è l’imponente Cattedrale del Sè: meta di inizio del Cammino di Santiago Portoghese,navata larga ed addobbata con ornamenti dorati è molto suggestiva e merita sicuramente una visita.

La cattedrale del Se.

Tutto quello che abbiamo fatto a piedi era raggiungibile con il famoso Tram 28. Uno dei tram anni 30′ che permettono ai turisti di girare le attrazioni principali della città. 

Se volete andare ad Alfama non perdete ore attendendo le file chilometriche a Martim Moniz. Prendete il tram 12 o il 25 da Praça da Figueira una volta giunti sull’Alfama potrete apettare senza troppa fila un tram 28. 

Il famoso Tram 28.

Dopo una breve pausa pranzo è tempo di prendere il traghetto per Cristo Rei, quindi attraversiamo Praça do Comércio e ci dirigiamo verso le sponde del Rio Tejo: lì prendiamo un traghetto che parte dal terminal di Cais do Sodré. Subito ad Almada, basta aspettare l’autobus n.101 alla stazione di Cacilhas. L’intero viaggio dura circa un’ora (dipende dalle coincidenze) e il costo totale di andata e ritorno è meno di 5 euro. Cristo Rei ricorda il Cristo di San Paolo in Brasile e di fronte è situato il  ponte 25 de Abril: un ponte sospeso sull’estuario del fiume Tago.

Cristo Rei.

Inizialmente denominato ponte Salazar, in quanto commissionato dal dittatore Salazar nel 1960, cambiò nome in seguito alla restaurazione della democrazia in Portogallo, avvenuta appunto il 25 aprile 1974. Una curiosità?  Il ponte venne costruito dall’American Bridge Company, la stessa compagnia che si occupò della costruzione del famoso Golden Gate Bridge di San Francisco, al quale il ponte 25 de Abril è ispirato.

Ponte 25 Aprile.

Dopo un breve giro ed un gelato gustato comodamente sedute sui prati circostanti torniamo alla base per prepararci alla serata.

Quadrati di uncinetto cuciti attorno agli alberi.

Sulla via di casa ci imbattiamo in una festa per puro caso ( sarò stato il destino??). Passando per Bairro Alto, in una piazzetta con una vista su tutta la città era stata organizzata una manifestazione: un gruppo di artisti di strada suonava melodie ritmiche e sfrenate, resistere era impossibile.Ci sono ragazzi di ogni genere, dai rasta ai punk abbestia, dai super fashion alla gente che come noi, era solo imbucata. Decidiamo di concederci una birretta e  fare 4 salti: per un’ora il tempo si è fermato, le differenze culturali non si notavano e sembrava di essere con gli amici di una vita. L’energia che si spiegionava era pazzesca.  Il sole tramonta e nostro malgrado, la festa finisce.

Procacciamo del cibo velocemente e cerchiamo un locale dove continuare la serata ma almeno per noi, Bairro Alto si è dimostrato davvero troppo tamarro. Abituate ormai alla magia delle chitarre e del fado, la musica da discoteca commerciale era troppo. Sempre per caso ci avevano parlato della movida sul lungo fiume a Cais do Sodré, raggiungibile a piedi. Decidiamo quindi di addentrarci in questo quartiere ma i locali sono sempre molto ‘barocchi’ e ‘ridondanti’, tuttavia ci sono ottimi bar anche per gustarsi una birra in pace senza grandi pretese.

La giornata è stata lunga, siamo stanche e sfaticate e decidiamo di concederci l’ennesimo Uber per tornare a casa.

Day3: Sweet escape to Sintra.

Durante la visita al periscopio ci avevano parlato di un importante pasticceria storica  chiamata ‘La Brasileira’ famosa per essere il locale preferito dello scrittore Pessoa. Decidiamo che sarebbe stata la nostra destinazione per l’ultima prelibatezza da provare: le famose Pastis de Nada. Penso sia stata la colazione più buona della storia e cosi, tutte soddisfatte, siamo pronte per visitare Sintra.

Non siamo riuscite a visitare la famosa torre di Belem ed il circostante Monastero de los Jeronimos.. ma ci avevano parlato troppo bene di Sintra ed eravamo molto curiose. Per meno di 5€ e in una 40ina di minuti  è possibile raggiungere la bella cittadina, solo ricordate di andare alla stazione do Rossio molto presto altrimenti rischierete di rimanete imbottigliati in lunghissime attese alle biglietterie.

Sintra.

Sintra è una piccola città patrimonio Unesco: immersa nel Parque Natural de Sintra-Cascais, è piena di cose da vedere, Il Palacio de Pena e il suo immenso parco, i resti dell’imponente Castello dos Mouros, la Quinta da Regaleira, un palazzo enigmatico con misteriosi tunnel e labirinti, il palacio National e il Palazzo di Monserrate.  Poiché eravamo povere a causa dello shopping sfrenato, abbiamo snobbato i tuk tuk che si proponevano all’uscita dalla stazione ferroviaria ed abbiamo deciso di raggiungere Il Castello dos Mouros a piedi. NON LO FATE. A meno che non abbiate l’attrezzatura per scalare la montagna o siate molto allenati, l’ascesa si potrebbe dimostrare molto faticosa, infatti durante la strada ci sono dei siti dove la gente scala la facciata con tanto di imbracatura e tutto. Noi povere sciocche indossavamo delle espadrilles da brave turiste e non ci aspettavamo di dover affrontare tal percorso. Ma per fortuna bastò  imbattersi in un bar che serve shot di Ginja in bicchierini di cioccolato fondente per farci dimenticale la disavventura.

La giornata volge al termine, ripassiamo dall’albergo a riprendere i nostri bagagli e ci dirigiamo all’aeroporto.

Stanche ma felici torniamo a casa, abbiamo un sacco di storie da raccontare: visitare Lisbona è stato bellissimo e sicuramente merita un’altro sopralluogo!

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(Blogger)

Background Economico, passione per il Marketing e Comunicazione d'impresa, sognatrice da sempre. Ho deciso di fondare l'associazione Triblog per realizzare progetti multidisciplinari e condividere passioni, creatività, idee...

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