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Insetti?Una passione che arriva da molto lontano, quando ero piccola…

…mi piaceva di tanto in tanto entrare nel laboratorio del miele del mio babbo. Lo osservavo sempre tutto intento in tutte quelle operazioni che mi affascinavano. Specialmente durante l’età in cui si fanno mille domande al secondo, ricordo che lui non si stancava mai di spiegarmi “come si faceva il miele”. “Da dove venivano le api”… e così via.

Durante le lunghissime giornate d’estate, quando ad un certo punto non sapevamo nemmeno più a che gioco giocare, io, il mio fratello e i miei cugini venivamo ingaggiati per piccoli lavoretti. Tipo infilare il fil di ferro nei telaini, oppure scaldare il foglio cereo per farlo aderire bene al suddetto filo.
La soglia di attenzione era minima, però ci divertivamo.
Quando era il tempo della smielatura, il mio babbo ci chiamava per farci assaggiare la cera con il miele. Una vera bontà!

Il resto del tempo lo passavamo ad inventare giochi o a catturare girini.. Ricordo che c’è stato un periodo che stavamo ad ore a scavare una buca, sperando di arrivare in Nuova Zelanda prima o poi. Facevamo l’orto con nonna, che poi ci preparava la merenda e ci  portava a vedere i conigli appena nati, o i pulcini. Ci sentivamo esploratori, e forse lo eravamo davvero.
Insomma, la vita di campagna mi piaceva molto. Mi piaceva osservare quelle piccole e laboriose apette che svolazzavano di fiore in fiore e che durante i mesi più caldi, ci deliziavano con questo alimento dal colore dell’oro.

Ape operaia

Ape operaia in cerca di polline

E oggi?

Gli anni sono passati, oggi ho superato i trenta ma quel piccolo laboratorio è ancora in piedi; nonostante la crisi che ha messo questo territorio in ginocchio e nonostante l’inquinamento che è una dei motivi principali della morte di tantissime api in ogni parte del mondo.
Dovete vedere l’apicoltore moderno come un uomo di fede: è una missione piuttosto che un semplice lavoro!

Devi combattere con parassiti, vespe asiatiche, pesticidi, condizioni meterologiche avverse, la varroa e tutta un’altra serie di problematiche sempre diverse. Il pericolo è dietro l’angolo, fortunatamente questi piccoli insetti sono molto cazzuti. Lavorano di squadra, producono miele ma anche cera d’api e propoli. Si difendono dai predatori, anche a costo di immolarsi per il bene della famiglia, cooperando come un unico organismo.

Se le api scomparissero dalla faccia della terra, all’uomo non resterebbero che quattro anni di vita

Sinceramente non ci tengo a scoprire se è vero, vorrei semplicemente credere che siamo ancora in tempo per tornare indietro e che noi, nel nostro piccolo, possiamo fare qualcosa. Una goccia nell’oceano? Forse, ma sempre meglio di rimanere seduti ad aspettare che qualcuno risolva il problema. E poi, come si dice, è vero che la goccia scava anche la roccia. 
Ciò che per millenni è rimasto più o meno intatto, ovvero l’equilibrio naturale tra le piante e gli insetti impollinatori, è stato compromesso, distrutto da pochi decenni di agricoltura intensiva.

Ci stiamo involvendo? E’ questa la terribile verità

Ripenso con nostalgia a quei pomeriggi d’estate, a quanto era semplice la vita di allora.. In sella alla mia bici pedalavo fino alla stalla del Panerati, e durante il tragitto quante avventure sognavo! Quei due chilometri mi sembravano diecimila, con il mio zainetto in spalla contenente bottiglie di vetro che mi dava la mia mamma.
Arrivata alla stalla trovavo sempre il vecchio Panerati sul suo sgabello intento a mungere qualche mucca, mi avvicinavo piano piano e lui mi chiamava “vieni, guarda qui, guarda è nato il vitellino!“. Poi si alzava lentamente e senza alcuna fretta prendeva il suo secchio pieno di latte ancora caldo e con un imbuto riempiva le bottiglie. Io lo pagavo con qualche spicciolo e poi inforcavo la mia bici per la via del ritorno. Quanto amore in quei pochi gesti! Ricordo bene il puzzo di cacca e di fieno, ma a pensarci adesso, mi sembra il profumo più buono del mondo!

Adesso la stalla non c’è più, il latte si compra già imbustato e la maggior parte delle mucche che lo producono non ha mai visto un filo d’erba.

Strano che è diventato il mondo

Ma insomma il passato è passato, e il presente siamo noi, se vogliamo lasciare qualcosa di bello a chi verrà, ovvero le future generazioni, dobbiamo proprio iniziare a rimboccarci le maniche! Cambiare il nostro stile di vita non è così difficile come potrebbe sembrare in un primo momento, e un po’ più di attenzione verso ciò che produciamo e ciò del quale ci nutriamo, sicuramente non guasterà!
Noi abbiamo iniziato la nostra piccola rivoluzione verde: abbiamo piantato semi e aiutato gli oceani, incoraggiamo il riciclo creativo e proprio in questi giorni daremo il via al primo workshop sulla produzione di sapone artigianale!

Possiamo fare di più!? Certamente….ma abbiamo bisogno del tuo aiuto! Abbiamo bisogno di persone motivate, positive e determinate a cambiare le cose. 
Mi sono dilungata un po’ troppo e mi scuso con te, caro lettore ma questo prologo era d’obbligo per capire se sei la persona che stiamo cercando. Se sei arrivato fin qua, può darsi che tu lo sia! Bene…Oggi ti voglio parlare di… un hotel per insetti.

Esatto, hai capito bene, sto dicendo che esistono dei veri e propri alberghi a cinque stelle per i nostri piccoli minuscoli amici, ed il bello è che ognuno di noi può costruirne uno da tenere in giardino o nel proprio orto!

Bugs Hotel: tutto ciò che c’è da sapere

Intanto ti starai domandando perché dovresti costruirne uno? Beh, semplice! Per aiutarli ad aiutarci. Sicuramente saprai che le api stanno scomparendo, ma questi sono forse solo gli insetti più famosi dei quali abbiamo notizia, ma anche i bombi, o le lucciole.
E’ stato stimato che tra il 1989 e il 2016 in Germania è andato perduto il 75% della biomassa di insetti, e questo mette a rischio l’equilibrio dell’ecosistema e la nostra qualità della vita! E’ un dato allarmante, ma che nessuno sembra prendere realmente in considerazione. Puoi leggere qui l’intero articolo.

Chi fa da se fa per tre…

E allora niente di meglio che pensarci da noi, nel nostro piccolo, scegliendo di rinunciare a pesticidi, facendo scelte ponderate sui nostri acquisti e cercando di trasmettere agli altri questi valori ecologici, specialmente nei confronti dei più piccoli!
Per chi ha dei figli, questo piccolo lavoretto può essere una piacevole occasione per passare un pomeriggio diverso, con le mani nella terra, di fare nuove scoperte…insomma di ritornare un po’ bambini anche noi. Il divertimento è assicurato! Sicuramente sarà molto più produttivo che lasciarli incollati davanti ad una TV, o peggio ancora ad un telefonino.

Insomma, grande o piccola, la casetta per insetti, avrà una doppia funzione: dare un riparo più o meno sicuro, dove i nostri amici potranno passare l’inverno e deporre le uova, attratti da tronchi forati o pigne; e seconda cosa, saranno nostri preziosi alleati per combattere afidi e parassiti e per impollinare fiori e piante!

Hotel per insetti

Ecco le prime inquiline!

Home sweet home!

Vi parlerò del mio ultimo progetto: un super hotel fatto con i pallet che avevo a disposizione. Non abbiate paura, è un progetto semplice e può ospitare una miriade di insetti diversi: api solitarie e bombi, ma anche coccinelle, imenotteri, forficule, crisoperle…
Ho scelto una posizione soleggiata, a sud-est, abbastanza riparata dai venti freddi. Mi sono procurata tutto ciò di cui avevo bisogno per arredare le stanze per i miei piccoli ospiti: canne di bambù, foglie e rami secchi, cortecce, legni, pigne e mattoni forati.
Una volta tagliate le canne in sezioni e praticati dei buchi nei legni con un trapano, ho iniziato a riempire gli spazi tra i pallet. Terminata questa operazione, ho utilizzato delle vecchie tegole per fare un tetto e mantenere all’asciutto la struttura. 

Tutto qua, semplice e veloce, un gioco da ragazzi. Non dovrai fare altro, nessuna manutenzione. Fieno, paglia e foglie secche potrai cambiarle ogni due anni, il resto della struttura può durare molto più a lungo. E’ consigliabile sostituirla ogni cinque anni, cercando di non infastidire troppo i coinquilini. 

Bugs Hotel

Il mio Bugs Hotel!

Pensi di essere troppo piccolo per fare la differenza?

Prova a dormire con una zanzara in una stanza chiusa! 
Questa l’ho rubata ad un certo Gandhi, che di non violenza qualcosa ne sapeva… Ma il concetto è sempre valido. Non aspettare che siano gli altri ad agire per te. Forse tornare indietro è impossibile, quel mondo semplice è ormai andato perduto per sempre, ma possiamo cercare tutti insieme, di essere quel cambiamento che vorremmo vedere nel nostro vicino, nella nostra città, nel mondo intero!

Bene, datti da fare allora. E rimani connesso: a marzo partirà un nuovo importante progetto dedicato all’ecologia e agli stili di vita sostenibili. 

Alessandra

 

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