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Ero in vacanza con una mia amica a Lisbona, e per caso, in un ristorante sperduto abbiamo fatto conoscenza con due italiani: sono Enea ed Alessandro, due componenti della Gap’s Orchestra. 

Entrambi sono musicisti e ci invitano in un locale vicino dove avrebbero suonato. Loro sono più pratici della zona, noi ci fidiamo e li seguiamo.

Basta una chitarra  ed un pianoforte per far diventare quei ragazzi ordinari in due fantastici artisti, non resisto e anche se sono in vacanza decido di intervistarli. 

Ma ripartiamo dal principio, conosciamo meglio i personaggi della storia!

Gap’s Orchestra nasce nel 2011 a Udine, della prima formazione sperimentale rimane solo Alessandro,mentre suo fratello, Gennaro (compagno fin dal liceo) ed Antonio (compagno fin dalle elementari) abbandonano dopo poco. Alessandro si ritrova quindi a portare avanti il progetto da solo come One Man Band: canta, suona la chitarra, l’armonica, il kazoo e con anche qualche percussione con i piedi, tiene alto l’onore della band.

I componenti  che si sono aggregati nel tempo alla sono Enea alla Batteria, Frank al basso e Marco alla chitarra.

La Gap’s Orchestra è composta da diverse e complementari origini musicali: Alessandro ha una formazione cantautorale che spazia dal rock, al punk, al reggae, al folk. Marco ha un un’impronta decisamente più blues e R n’B, mentre Enea ha decisamente un’anima più rock. Frank ha uno stile più popolare e si avvicina più al jazz.

Insieme  si fondono in un folk-rock cantautorale.

Come base, siamo una band di espatriati che si sono trasferiti a Bruxelles ed in effetti i 3/4 della band attualmente vivono qua. Tutti e quattro viviamo solo di musica, Marco ed Enea insegnano rispettivamente chitarra e batteria. Tutti abbiamo talvolta l’occasione di suonare anche in altre band.”

Mi spiega Alessandro:

“Siamo nati fra l’85 e ’87, siamo tutti italiani e veniamo da Roma, Udine, Rimini. In Italia ci abbiamo provato, ci siamo impegnati ma quello che riesce ad offrirti l’estero è non equiparabile. Tante porte non erano solo sbattute in faccia ma decisamente inavvicinabili. 

Inizialmente abbiamo avuto un po’ di difficoltà ed è questo che ci ha spinto comunque ad intraprendere già dal 2011 uno Street Tour per promuoverci.”

Lancio una provocazione: È cosi dura la vita di un musicista in Italia?

Mi risponde Enea: “Lavorare in Italia come musicista a tempo pieno, come prima occupazione è molto difficile. Noi ci siamo buttati a capofitto nel nostro sogno, dove suoneremo? Non ci è dato saperlo.

Come? Neanche a questo possiamo rispondere.

 

Del domani non vi è certezza ma ad oggi possiamo dire che stiamo dando il tutto per tutto per seguire la nostra passione. Noi ci crediamo e siamo certi che giorno dopo giorno, qualcosa si smuoverà. Abbiamo avuto già qualche soddisfazione e siamo contenti di essere riusciti a raggiungere tali sbocchi grazie alla costanza, alla perseveranza ed al duro lavoro.

Tanta umiltà, tanta pratica ma alla fine i risultati arrivano, quindi teniamo duro.”

Il futuro è molto indefinito, Enea si sente più uno spirito libero: prima di ritornare in Italia vorrebbe viaggiare di più in luoghi come appunto Lisbona o Spagna. Originario di Rimini ci ricorda che ‘dalle sue parti’ si sta ancora bene, ma la mentalità dell’italiano medio è decisamente chiusa, conformista, omologata.

Obiettivi comuni per la Band ?

Negli ultimi 3 anni a Bruxelles c’è stata una vera e propio rinascita, Alessandro ha comunque sempre portato avanti la Gap’s Orchestra con il suo One Man Band in il tour rigorosamente in lingua italiana Italian Music Around The World Street Tour che ha toccato ben 17 nazioni: tra Nord America e Europa, da Malta a Copenaghen, dalla Polonia a Lisbona, da Boston al Canada, dalla California a Seattle per dirne alcune.

In questi anni abbiamo incontrato tante persone, abbiamo subito varie influenze che ci hanno ispirato per l’incisione di nuove canzoni e per la realizzazione del nostro nuovo disco che si intitola ‘Girando Cantando’.

Nel 2013 esce il nostro primo album, si unisce Frank e realizziamo il nostro primo EP di 6 tracce ‘Caca-cactus’ animato da un folk più duro, tendente al punk perché la nostra anima era più tormentata, più insofferente. Eravamo arrabbiati: vivevamo in un paese (l’Italia) dove non eravamo capiti, dove non potevamo realizzarci, ed è  così che esprimiamo la nostra polemica sociale e politica in modo molto acceso.

 

Nell’album Girando,Cantanto invece, manteniamo si la nostra indole e attenzione all’aspetto politico-sociale ma i toni sono molto meno accesi. In Italia sto benissimo, amo il mio Paese, ma non riesco ad esprimermi al meglio e non riesco a gettare le basi per la mia carriera. Viverci per me è stato tosto e quindi viaggiando ho ritrovato la  connessione con la mia natura.”

Recentemente con musicraiser ( piattaforma per raccogliere fondi e promozione) la Gap’s Orchestra ha lanciato una campagna crowdfunding. Il budget di 2000 € sarà destinato per l’incisione dei cd del nuovo album. Sono disponibili varie formule ( es. cd+ maglietta, doppio cd, cd+ lezione..) e per coloro che intendono sostenere la causa, verrà inviato subito l’album in formato digitale; al momento è l’unico modo per ascoltarlo. Clicca qua per maggiori informazioni!

Ivari componenti della Gap’s che registrano da diverse parti del mondo.

Novità all’orizzonte?

Alessandro mi racconta: “Recentemente ho partecipato a Liegi, ad un festival della canzone Italia. La canzone che ho presentato era stata scritta da me e da Frank e Gap’s Orchestra ha vinto il primo premio della canzone italiana in Belgio.

Con questa opportunità si sono aperte delle nuove porte e nella fattispecie, il 26 Maggio apriremo il concerto di Umberto Tozzi.

Dal 18 al 20 Maggio parteciperemo al Straßenmusikfestival – Ludwigsburg dove lo scorso anno ho partecipato da solo ed ho vinto il terzo premio.”

Raccontami la tua esperienza come artista di strada.

Alessandro è il componente della Gap’s che ormai ho stalkerizzato tutta la serata e quindi inizia pazientemente a spiegare:

Io sono un artista di strada a tutti gli effetti, mi sento totalmente libero, durante quell’ora di concerto il cerchio della folla che si apre intorno a me mi fa sentire parte integrante dello spettacolo: racconto una storia, racconto la mia storia ed il feedback del pubblico è talvolta crudele e feroce.

 Tuttavia, il pubblico apprezza il mio spettacolo ed in tutti i posti dove sono stato comunque non ho riscontrato grandi difficoltà. Solitamente se sono in un posto in vacanza mi porto un’attrezzatura più leggera per accompagnarmi in giro in modo pratico e discreto.

La strada mi da la possibilità di scegliere, sono IO che decido il mio palcoscenico, IO  scelgo il momento in cui voglio esprimermi. Questa libertà mi appaga e mi fa sentire vivo. Anche se a volte capita che nei posti dove siamo autorizzati  a suonare rischiamo anche l’incolumità. Noi artisti di strada non siamo protetti e può capitare per esempio che l’ubriaco di turno che ‘balla’ o crede di farlo nel mio spazio palcoscenico possa importunarmi. Non è una vita semplice, tuttavia,grazie alla strada ci siamo fatti le ossa, ci siamo confrontati con realtà che non perdonano.

Per smuovere la gente, smuovere gli animi , la formula vincente che ho riscontrato è sicuramente l’attitudine alla verità dell’artista che si sta esibendo.

La prima volta che ho suonato per strada è capitato per puro caso, poi possiamo dire che abbiamo avuto tutta una serie di prime volte. Come non ricordare quella volta che siamo partiti in gran carriera sulla multipla del padre del bassista e da Udine siamo andati in Liguria, ci siamo piazzati e via, all’avventura..”

Sogno nel cassetto?

“Nel mese di Agosto ci piacerebbe suonare nelle sagre di Paese del sud Italia, fare un tour tutto italiano.”

Il tempo dell’intervista giunge al termine, è l’ora di uno shot di Ginja!

..Nell’attesa che questi baldi giovani vengano a suonare anche in Toscana.. correte sulla pagina Facebook della Gaps Orchestra per mettere un like!

#gapsorchestrapeople

(Blogger)

Background Economico, passione per il Marketing e Comunicazione d'impresa, sognatrice da sempre. Ho deciso di fondare l'associazione Triblog per realizzare progetti multidisciplinari e condividere passioni, creatività, idee...