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Parlaci di come nasce “Love the sea like me”.
 
Tutto è iniziato qualche anno fa portando il cane a passeggiare sulla nostra spiaggia preferita nelle giornate invernali.
Giorno dopo giorno vedevo aumentare la plastica portata dal mare. Ovviamente la plastica nel mare e sui fondali mi era già nota dal momento che sono amante degli sport acquatici ma quello che trovavo e che arriva tutt’ora sulle spiagge continua a impressionarmi.
Così un giorno ho deciso che non volevo più tornare a casa con il mal di stomaco ed ho iniziato a raccogliere la plastica e a tornare a casa con la macchina piena di plastica.
Da quel giorno non mi sono più fermata, ho iniziato a fare foto e a postarle sui social, pian piano ho conosciuto un sacco di altre persone come me provenienti da tutto il mondo e mi sono inserita in una sorta di enorme comunità dove ci diamo sostegno a vicenda.
Cosi è nato “Love the sea like me“, tradotto…Ama il mare come me!
 
Il mal di stomaco lo provo ancora, non lo nego, ma facendo questo gesto ho iniziato a comprendere tante cose che prima non percepivo.
 
 
 
love the sea like me
Quale è la tua missione?
 
La mia missione è quella di sensibilizzare gli abitanti del mio paese, suggerire alternative alla plastica monouso e far capire che il mare non è bello solo d’estate.
Partecipare alle iniziative di pulizia una volta al’anno è un’azione nobile ma purtroppo non basta più!
Noi che siamo nati sul mare, che non riusciamo a vivere lontani da esso dobbiamo prendercene cura.
Ora più che mai ha bisogno del nostro aiuto, conto molto sulle nuove generazioni ma sopratutto conto sulle persone che come me sono cresciute in una società in cui non ci è mai mancato niente e all’interno della quale spesso non ci accorgiamo di quanto consumiamo, e di conseguenza di quanti rifiuti produciamo.
La plastica trovata sulla spiaggia mi ha portata ad avere una consapevolezza maggiore sugli sprechi e ad adottare cambiamenti radicali nelle azioni quotidiane.
 
Di che tipo di azioni parli?
 
Innanzitutto in casa beviamo un sacco di acqua, compravamo almeno 2 casse di acqua da 1,5 litri ogni 4 giorni!
Adesso ho iniziato a comprare le bottiglie di vetro e poi successivamente, dopo che il mio paese ha installato le fontane di acqua pubblica, le riuso riempiendole là. Così facendo oltre al risparmio di plastica c’è anche un notevole risparmio di denaro.
E la stessa cosa l’ho fatta con i saponi, adesso invece che comprare i contenitori in plastica uso sapone solido o shampoo in saponetta, cose che ho scoperto solo da poco perché ovviamente prima avevo un altro approccio nel fare acquisti.
 
Quante volte riesci ad andare in spiaggia?
 
Tutti i fine settimana, tempo permettendo.
Parlaci della tua iniziativa “Pasta is better than plastica”
 
“Pasta is better than plastica” è una Challenge rivolta ai gestori dei bar.
Lo scopo consiste nel sostituire per una sera le cannucce di plastica con le cannucce fatte di pasta, le chiamiamo cannucce ma in realtà è pasta vera e propria.
Il tipo di pasta si chiama “ziti“, sono una sorta di “spaghettoni” e vengono prodotti dalle più grandi aziende di pasta e non solo, infatti, alcune piccole aziende si sono specializzate nella produzione di “ziti” proprio per poterle utilizzare come cannucce.
Questa proposta l’hanno già adottata in tanti locali di Parigi, Londra, Berlino e anche in alcuni ristoranti e strutture balneari italiane.
 
L’idea di proporla come sfida, invece, è stata pensata da me e dal mio amico Luciano che fa parte dell’associazione “Save the Sea Roma”.
 
La sfida:
 
Il gestore del bar durante l’evento dovrà fotografare i drink inserendo l’hashtag #CIUCCIATIQUESTA e postarli sulla pagina Facebook o Instagram del suo locale, poi dovrà taggare un amico che gestisce un altro bar incentivandolo ad accettare la sfida e quindi a portare anche nel suo locale l’evento “Pasta is better than plastica”.

 
 
#ciucciatiquesta
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