darlin_rinoceronte-bianco5

L’ era della sesta estinzione

 

Le Isole vergini per un bel po’ di anni, sfuggirono all’impatto  con l’essere umano.
Quando furono visitate dagli olandesi nei primi anni del sedicesimo secolo, le Mauritius, casa dei Dodo, non avevano mai visto essere umano.

 

Il Dodo

Il Dodo

 

I Dodo e i pappagalli endemici di questa isola, non avendo mai avuto predatori,non sono mai stati cacciati da nessuno. Di conseguenza non conoscevano paura o timore nei confronti di quei marinai olandesi che li attiravano battendo sui tronchi cavi delle palme. (Che probabilmente risuonavano come i richiami dei Dodo stessi).

Risalta subito all’occhio sin dalle prime testimonianze che fu semplice attirare la loro attenzione e quindi cacciarli. Con la complicità di scimmie e ratti non originari dell’isola, in circa 90 anni il Dodo venne portato all’estinzione.

Oltre a qualche testimonianza scritta, ciò che rimane dei dodo è un solo individuo imbalsamato. In realtà di quell’individuo rimane soltanto la testa e la zampa destra, poichè i curatori del museo Ashmolean di Oxford pensarono bene di gettare il resto alle fiamme. Non sappiamo quindi quasi nulla di un animale che si è estinto all’incirca lo stesso anno in cui Isaac Newton ci regalava I Principia di matematica.

Ciò che resta del Dodo

Ciò che resta del Dodo

 

È curioso che individui della stessa specie (Homo sapiens) siano stati capaci di formulare principi in grado di leggere i fenomeni naturali in una chiave nuova e allo stesso tempo siano stati in grado di portare all’estinzione specie intere.

Ciò che è successo alle Mauritius si è ripetuto in maniera costante e con modalità simili nei successivi 4 secoli.
Non appena un’isola innocente veniva scoperta, la straordinaria vita in essa veniva cancellata dalla pesante mano dell’essere umano. È quasi superfluo ricordare che non furono soltanto le isole a subire terribili estizioni.

L’epoca moderna, viene definita come l’era della sesta estinzione.

L’ultima volta che il pianeta ha subito una tale carneficina fu 65 milioni di anni fa durante il tracollo dei dinosauri e soltanto altre 4 volte negli ultimi 500 milioni di anni.
Questa sesta era dell’estinzione non è iniziata con l’avvento dell’era industriale poche centinaia di anni fa. è  invece è iniziata almeno 50.000 anni fa, quando la nostra specie lasciò la culla africana per diffondersi in lungo e in largo nel pianeta facendo precipitare tantissime specie nell’oblio.
Ovviamente non possiamo essere sicuri con esattezza di ciò che è accaduto così tanti anni fa, tuttavia, le evidenze portano alla conclusione che dietro alle estinzioni più notevoli degli ultimi 50.000 anni ci sia stata una costante minaccia: l’uomo.

I primi a cadere sono stati i giganti della terra: l’australia ha perso il 95%  dei suoi animali terrestri (dal peso superiore ai 45 Kg ), l’america il 75% e l’eurasia il 30%.

megafauna: animali estinti nel corso dei secoli

megafauna: animali estinti nel corso dei secoli

Il paradosso dell’Africa

Paradossalmente, l’Africa, continente natale della nostra specie distruttiva è stato l’unico continente a sfuggire senza perdite significanti (comunque  non poche).
Questo paradosso viene spiegato in maniera spendida da Tim Flannery nel libro  A gap in Nature considerando che l’Africa è stato il continente dove l’uomo ha “imparato” a cacciare i grandi animali e che quindi ciò ha richiesto tempo. Tempo che  è bastato alla maggior parte degli animali di adattarsi alla presenza dell’essere umano e quindi a sfuggire almeno in parte al massacro.

Nonostante adesso si sia in parte acquisita una consapevolezza sull’importanza della biodiversità, ancora poco è stato fatto per salvaguardare sia le specie animali che quelle vegetali, se questa tendenza non verrà presto invertita rimarremo soli in questo mondo, che ci sembrerà cupo e desolato.

Nei prossimi articoli scopriremo il triste destino di altri animali ormai andati perduti per sempre, che un tempo abitarono questo pianeta. Nel frattempo, cerchiamo di non fare estinguere quelli che sono rimasti!

Il suo nome è Sudan ed è l'ultimo rinoceronte settentrionale bianco di sesso maschile rimasto sulla faccia della Terra. Vive nella riserva Ol Pejeta (Ol Pejeta Conservancy), in Kenya, dove è sorvegliato 24 ore su 24 da una squadra di ranger armati, che lo proteggono da un possibile attacco da parte dei bracconieri.

Il suo nome è Sudan ed è l’ultimo rinoceronte settentrionale bianco di sesso maschile rimasto sulla faccia della Terra. Vive nella riserva Ol Pejeta (Ol Pejeta Conservancy), in Kenya, dove è sorvegliato 24 ore su 24 da una squadra di ranger armati, che lo proteggono da un possibile attacco da parte dei bracconieri.

 

Daniele

Digiprove sealCopyright secured by Digiprove © 2018 giulia fulceri

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.