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Torna la rubrica ‘ Fulce Bradshaw knows good.. hunting treasures‘ dedicata agli appassionati del rock/punk inglese degli anni 70’.

Nello scorso capitolo mi cimentavo alla ricerca dei luoghi cult: ho attraversato le famose strisce pedonali dei Beatles e fotografato il tetto dell’ultimo concerto in Savile Row, visitato il famoso fan club del leggendario Roxy e reso omaggio ai primi esordi dei The Clash.

Mercato vintage dove vendevano le prime locandine dei concerti dei The Clash.

Londra è stata una delle capitali culla della musica che ha fatto la storia; come una vera caccia al tesoro continuiamo il nostro viaggio. Il protagonista di oggi sarà uno degli artisti più ribelli e più rivoluzionari del panorama britannico e non poteva che nascere nel ribelle e tumultuoso quartiere di Brixton.

Ebbene si, stiamo parlando del grande David Robert Jones, poi a tutti noto come David Bowie.

David Bowie

Nacque l’8 gennaio del 1947 in una modestissima casa di Stansfield Road, al numero 40, che oggi si mostra spoglia con le sue finestre sporche e quei mattoncini gialli tipici delle villette a schiera inglesi. 

Bowie ha vissuto solo fino all’età di sei anni  a Brixton,trasferendosi poi con la famiglia nel sud-est della metropoli inglese, nell’area di Bromley (ed è proprio alla Bromley High School che David Bowie ricevette l’ormai celebre pugno che lascio’ quel marchio indelebile sull’occhio, modificandogli la pupilla e cambiando cosi’ per sempre il suo aspetto).  

Il quartiere di Brixton iniziava a trasformarsi fra la fine degli anni 40′ e l’inizio degli anni 50′: era questa la meta delle prime ondate di migranti delle ex colonie inglesi del grande impero britannico.Per molti ancora associata alla microcriminalità, alla droga dai prezzi facili e al disagio sociale, Brixton è anche stata però un vero e proprio laboratorio di creatività e di arte, dove al momento ancora sopravvivono diversi locali notturni dove fa da padrona la musica reggae, il rap e molto altro.

Alla ricerca di vinili vintage.

A Brixton si respira aria di Giamaica, aria di Caraibi , aria di Africa.

Il suo tradizionale mercato di spezie, pesce, carne, verdure esotiche e oggetti di ogni tipo, ha resistito agli assalti dell’era moderna e della globalizzazione degli anni Duemila.

Grazie anche a quei migranti che arrivarono con le valigie di cartone, Londra si trasforma in quel mix multietnico e dinamico che conosciamo oggi.

Bowie di quella cultura ha forse vissuto solo alcuni aspetti, diventando poi uno dei capostipiti del rock, del pop e della rivoluzione sessuale del Regno Unito, prima di sbarcare nel resto del mondo: era l’inizio anche rivoluzione della musica, della moda, dei vestiti e del trucco in faccia. 

L’11 Gennaio 2016

Già a metà mattinata, quando ormai tutto il mondo aveva saputo della sua scomparsa, persone comuni e meno comuni, giornalisti, fotografi di tutto il mondo si sono ritrovati al lato dei grandi magazzini Morleys: tutti volevano ricordare David.

Famoso murales di David Bowie.

Anche io e la mia amica Giulia siamo volute andare a rendere omaggio al grande artista: appena siamo scese dalla fermata della metropolitana di Brixton, sulla Victoria Line ( quella celeste ), subito alla prima occhiata, abbiamo visto il famoso murales, realizzato dall’ artista australiano James Cochran che ritraeva Bowie cosi’ come appare sulla copertina di Aladdin Sane (1973) .

Mazzi di fiori, biglietti ed immancabili striscioni commemorativi sono tutt’oggi sempre presenti. 

C’è da giurare che decine di migliaia di persone verranno a rendergli omaggio nei prossimi giorni e nei prossimi mesi, se non nei prossimi anni. Fra l’altro, proprio a Londra una visitatissima mostra del Victoria & Albert Museum aveva celebrato, nel 2013, l’arte e la vita di Bowie, consacrandolo  e rendendo omaggio all’immortalità della sua arte.

23, Heddon Street

Questo è probabilmente uno dei luoghi simbolo della presenza di David Bowie a Londra, perché qui, in una fredda sera di gennaio del 1972, è stata scattata la foto della copertina per l’album Ziggy.

ziggy stardust heddon street

23, Heddon Street.

Una piccola traversa raggiungibile da Regent’s Street ( che sbuca di fronte ad un ottimo pub chiamato ‘Strawberry Moon’: lo consiglio vivamente a coloro che vivono a Londra perchè molto spesso organizzano gruppi di scambio culturale per perfezionare la pronuncia nella lingua che si desidera imparare.. Check it out!).

Heddon Street e lo Strawberry Moon.

Guardandomi intorno non ho riconosciuto subito la giusta angolazione della fotografia: sulla destra del n. 23 di Heddon Street, oggi sorge un imponente ristorante e nasconde un po’ la targa commemorativa.

Il ristorante di lusso subito accanto alla targa commemorativa.


Questo album di David Bowie, noto anche come The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars divenne famoso per il suo alter ego androgino Ziggy Stardust, alieno venuto dallo spazio per rivoluzionare il Rock.

Sarà il 3 Luglio 1973 all’ Hammersmith Apollo Theatre,  durante il concerto che poi l’ammazza per davvero. Dopo l’ultimo pezzo, “Rock’n’Roll Suicide”, David Bowie lascia il palcoscenico. Si conclude così il tour di Ziggy Stardust.

La targa di Heddon Street.

Soho

Se Brixton è il quartiere  dove David Bowie nasce, Soho è sicuramente dove il luogo dove la sua carriera musicale ha preso forma: al 90,Wardour Street c’era il Marquee Club, il celebre locale dove negli anni ’60 suonavano sia gli artisti più in voga che le aspiranti stelle. Bowie è salito su quel palco più di 20 volte tra il 1965 e il 1973, prima di diventare un artista troppo popolare per un locale così minuscolo.

Wardour Street.

Arrivati in Wardour Street, gira che ti rigira non sono stata in grado di trovare nulla che assomigliasse ad un pub, al che, cerco meglio su google e scopro che un altro indirizzo del Marquee Club era anche Charing Cross Road.

Charing Cross Road.

Al che, un po’ scocciata per la mia svista, mi rimetto in marcia, gambe in spalla e via, alla ricerca del leggendario locale. Ma d’altronde se non mi perdevo almeno un paio di volte durante le mie avventure, non sarebbe stata la stessa cosa..

Arrivata all’indirizzo che city mapper mi indicava, mi rendo conto che laddove dovevano esserci allegre persone che bevevano felici, c’è un negozio di arredamento: la caccia al tesoro aveva decisamente preso una strana piega.

Il negozio di arredamento al posto del noto club.

Però proprio di fronte, c’è un pub sospettoso, magari quello che cercavo era solo sul lato opposto della strada! Ho iniziato subito a fargli delle foto losche, come se avessi trovato chissà che reperto storico,

Il locale sospetto.

ma controllando meglio le mie fonti ho scoperto che Charing Cross Road era solo la prima location del famoso locale, trasferitosi poi in Wardour Street, ma poi chiuso ed ormai dimenticato.

Alcuni luoghi storici di quell’epoca sono inesorabilmente scomparsi, ma ci sono ancora molte zone che mantengono lo spirito rock di quel tempo, la via più famosa?

Denmark Street of course!

Al numero 7 c’era la sede del primo agente di Bowie e più avanti si può curiosare in uno dei negozi di chitarre vintage: troverete sicuramente qualche pezzo storico dell’epoca di David Bowie e a pensarci bene, chissà quanti strumenti acquistati in questa via, hanno poi calcato i palchi più importanti del mondo!

Negozi di strumenti musicali in Denmark Street.

La strada che un tempo era il luogo di incontro di tutti i musicisti londinesi e che ancora oggi e’ costellata di negozi di chitarre e di strumenti musicali: ultimo baluardo di un mondo che cerca di resistere ai cambiamenti e al rinnovamento edilizio.

6, Denmark Street: la casa dei Sex Pistols.

Ma l’attrazione più importante a mio avviso è al numero 6: la casa dei Sex Pistols!

Ma questa è un’ altra storia.. non perdetevi il prossimo articolo!

Stay Tuned!

Da Londra è tutto.. see you soon! xxxx

 

(Blogger)

Background Economico, passione per il Marketing e Comunicazione d'impresa, sognatrice da sempre. Ho deciso di fondare l'associazione Triblog per realizzare progetti multidisciplinari e condividere passioni, creatività, idee...