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Un Capodanno scoppiettante…

 Il mio amore per Napoli ed  i suoi abitanti era già grande prima di questo weekend di Capodanno. Adesso posso affermare che è… smisurato! Se ci sei stato puoi capirmi, altrimenti ti consiglio vivamente di iniziare a programmare un viaggio da quelle parti, al ritorno mi ringrazierai.
 

Il dilemma di non sapere cosa fare a capodanno

 
Ogni volta la solita storia: ansia a palla di non sapere come passare l’ultima notte dell’anno. Il trucco di non farsi aspettative è valido fino ad un certo punto perché comunque se imbiffi la situazione giusta ci può stare anche che passi una bela serata, di quelle da ricordare davanti a una birra (oppure grazie alle foto poco sobrie dei remember facebookiani).
Ad ogni modo, per fare un capodanno a coppiette, senza tante noie, decido di raggiungere  la mia amica Gaia, a Torre Del Greco, città del suo Cicci, nonché futuro marito. Col senno di poi posso garantire di avere avuto la migliore idea del mondo! Io ed il mio ragazzo non avevamo idea di cosa aspettarci, ma mi fidavo della mia amica e poi qualsiasi cosa ci sarebbe stata bene. Pronti a tutto!
Il fatto di essere con gente del luogo sicuramente ha facilitato il nostro soggiorno, anzi di più, ha reso questo capodanno davvero speciale…
Questo è il resoconto di ciò che ho vissuto, se ti sei mai chiesto come festeggiano l’ultima festa dell’anno quei matti dei napoletani, beh, qui ti potrai fare un’idea. Spero che questo articolo ti possa aiutare nel caso in cui tu fossi intenzionato a passare un vero capodanno partenopeo!
 
 

Direzione Napoli, in treno è una vera pacchia. 

 
Partiamo da Campiglia Marittima con il diretto delle 07,49 e con grande sorpresa il biglietto che avevo acquistato qualche giorno prima, mi era costato la metà. Con 50 euro a testa ci siamo presi l’andata e pure il ritorno. Questa è stata la prima botta di culo che ci è successa durante questo viaggio.
 
Avevo prenotato su internet un B&B che mi avvisa di avere a disposizione l’ultima camera priva di bagno privato. Ci fa un ulteriore sconto scusandosi per il disagio. Dal momento che ero consapevole che avremmo passato davvero pochissimo tempo in albergo accetto molto volentieri! Anche perché ovviamente avevo prenotato pochi giorni prima della partenza e non c’erano altre stanze libere in tutta Torre Del Greco.
Una volta raggiunta la casina de Goyzueta rimaniamo piacevolmente colpiti sia dalla location – una piccola oasi di pace – che dal proprietario: un uomo gentilissimo e molto disponibile. Il grande giardino che circonda la casa è ricco di vegetazione:magnolie altissime, querce, glicini, mimose, rose, palme di ogni tipo e dimensione. Immagino che in primavera sia un’esplosione di colori e profumi, tanto che al solo pensiero avrei voglia di prenotare già oggi. Sicuramente è un posto che ti fa venire voglia di tornarci.
 
Casina De Goyzueta

Casina De Goyzueta

 

Alla scoperta di Torre Del Greco, una città che sembra dipinta

 
Ad ogni modo, appena il tempo di scendere alla stazione di Napoli che ci sono Gaia e Lucio ad attenderci fuori. Ci addentriamo per la città, per le viuzze strette e piene di gente e di bancarelle del pesce. Mangiamo pizza e frittura mista nel cartoccio per poi ripartire subito alla volta di Torre del Greco. Fatto il check in, sistemate le borse e siamo subito pronti per ripartire. In macchina i napoletani affrontano il traffico con una certa nochalance e come ogni altra parte di Italia, ciò che ci accomuna tutti da nord a sud: imprecazioni a go-go, ovviamente regione che vai, imprecazione che trovi.
 
Comunque, arriviamo a Torre Del Greco: la mia idea a riguardo era molto vaga, nebulosa: lo immaginavo un paesino popolato da qualche migliaio di abitanti e con molto stupore scopro che di abitanti ne fa quasi cento mila! È strana, mi piace; in lei convivono passato e presente, decadenza e virtù. Un dualismo molto forte e percepibile che la rende unica e se possibile ancora più bella. 
Luciano è il nostro Cicerone, ci porta nei vicoletti, al porto vecchio dove i pescatori appena tornati contrattano sul prezzo del pesce direttamente dalle loro barche. Con un vecchio un po’ più in là, intento a riparare una vecchia consunta rete. A vederli da fuori sembra di ammirare un quadro, in fondo è uno scorcio di vita sempre più raro. Ho assistito ad un qualcosa che mi ha ricordato un po’ la mia infanzia, un mondo più semplice, più vivo, meno artificiale.
 
 

La notte prima della vigilia: finalmente assaggio la vera pizza napoletana

 
Dopo un aperitivo ci dirigiamo in direzione Caserta per addentrarci in uno dei più grandi centri commerciali che io abbia mai visto. Se vi piace lo shopping sfrenato e stare in mezzo alla gente, questo è il posto che fa per voi.
Oltretutto ci sono già gli sconti e questo non è buono per le finanze ma ormai ci siamo e allora non ci facciamo mancare qualche acquisto last minute in previsione dell’ indomani.
 
shopping molesto

Giusto due o tre cose

 
Cena a base di pizza napoletana rigorosamente margherita con la bufala, e finalmente adesso che ho avuto il piacere di provarla posso solo dirvi che da sola, meriterebbe un giretto da queste parti. Ora capisco la differenza tra pizza e pizza napoletana.
 
Verso mezzanotte ci facciamo accompagnare al nostro b&b, ci fiondiamo a letto stravolti, cercando di prepararci psicologicamente al cenone di Capodanno che si preannuncia decisamente impegnativo.Complici i carboidrati assunti durante tutta la giornata e la stanchezza del viaggio, ci addormentiamo beatamente. C’è un piacevolissimo silenzio che ci fa riposare belli tranquilli per tutta la notte.
 

La vigilia di Capodanno: ovvero brindare come se non ci fosse un domani

 
L’indomani i nostri amici passano a prenderci verso mezzogiorno e dal quel momento entriamo in un vortice di brindisi e di bottiglie stappate per le vie del centro. Andiamo a trovare lo “zio Tore” alla pizzeria e via col primo brindisi. Poi ci dirigiamo verso il centro a salutare degli amici e via con il secondo, il terzo..e via dicendo finché ho definitivamente perso il conto dei bicchieri bevuti. C’è musica a tutto volume e una miriade di gente in strada che pensa solo a divertirsi: molto interessante questa vigilia!
Il risvoltino è d’obbligo, a qualunque età e con qualsiasi condizione meteorologica.
Anche le donne sono molto appariscenti, portano con tutta tranquillità miniabiti e tacchi vertiginosi e non si fanno affatto problemi per qualche chiletto in eccesso. E da quanto posso vedere in giro, non è semplice fare la dieta in questo posto e tra poche ore sperimenterò di persona la vera cucina napoletana. Mi sento emozionata e non vedo l’ora di partecipare al tipico cenone di capodanno che come tradizione viene fatto per aspettare la mezzanotte.
 
Finalmente ci siamo, veniamo accolti con il calore tipico della gente del sud, ci sentiamo subito a casa e la tavola è già imbandita. Il pesce lo hanno comprato giù al porto, contrattando sul prezzo come avevo visto fare il giorno prima, alla fine c’è qualcosa di romantico in tutto questo. 
Se vi capiterà mai di partecipare ad una cena di capodanno in zona Napoli, ricordate di vestire comodi, niente pantaloni troppo stretti o calze contenitive! Il bottone è essenziale perché ad una certa avrai l’impellente bisogno di sganciarlo. 
Ad ogni modo finita la cena, davanti ad una tazza di fantastico caffè attendiamo placidamente la mezzanotte. Io mi sento totalmente rincoglionita da tutto quello che ho mangiato e bevuto e non ho idea di cosa accadrà nel fatidico momento in cui arriverà questo benedetto 2018.

I botti: sembrava di essere in Vietnam!

 
Pochi minuti dopo ci siamo: con il consueto conto alla rovescia salutiamo l’anno appena trascorso e dopo gli auguri di rito iniziano a sentirsi i primi botti.. nel giro di due minuti la città è diventata un enorme spettacolo pirotecnico! Sembra di stare in guerra e il terrazzo trema come una foglia, ma è indubbio che sia uno spettacolo unico al mondo, bellissimo. Assurdo. Nel senso, è una cosa che dalle altre parti non succede e finché non la vedi con i tuoi occhi non puoi capire di che cosa sto parlando!
Questo gran casino dura per un tempo indefinito, noi approfittiamo del fatto che non è salutare uscire di casa per cambiarci e farci belle. Ho comprato giusto una finta pelliccia per sentirmi più tamarra e per nascondermi tra la folla, una volta che saremo arrivati alla festa. 
Ad ogni modo, non pensate di uscire in strada dalle 23:30 alle 01:30 di notte! Mai, per nessun motivo! 
 
 

Festa in villa alle pendici del Vesuvio

 
Finalmente riusciamo ad uscire e raggiungiamo la villa sul Vesuvio dove ci attendono festeggiamenti per tutta la notte.
Io e il mio ragazzo siamo totalmente fuori luogo, si riconosce a vista che non siamo autoctoni, nonostante la mia finta pelliccia. E’ qui che inizia il tracollo, siamo in venti persone e sono state ordinate venti bottiglie di champagne. Io sono abituata a ben altro tipo di feste ma mi lascio travolgere dalla musica – un mix tra canzone napoletana e house, con delle influenze reggaeton – e dall’energia delle persone.
Sono fieri di essere come sono: ridondanti al limite del pacchiano in alcuni casi, ma unici al mondo. Non mi viene aggettivo migliore: unici. Ogni situazione mi ricorda un quadro, e mi sembra di farne parte anche a me. Non mi era mai successo prima, o almeno non così di frequente nella stessa città.
 
Per mia fortuna ancora prima di scendere dalla macchina avevo tolto i tacchi per dei comodi stivali bassi, ma comunque adatti alla serata visto che mi cingevano la coscia (qua lo stivale inguinale va di moda, che vi devo dire) e questa mossa vincente mi ha permesso di arrivare indenne e con le mie gambe alla fine della serata, conclusasi circa alle 07 di mattina. Arrivati al b&b quasi un’ora dopo, l’unico mio pensiero è che poche ore dopo avremmo avuto un altro pranzo (usanza tipica a quanto mi dicono). Voglio solo morire nel letto. 
 
Capodanno alcolico

Capodanno alcolico

 

Pranzo degli avanzi di Capodanno: ma quanto mangiano qua?

In un evidente stato confusionale scendiamo alle 13 circa, in cerca di un caffè, prontamente preparato dal carinissimo gestore. Alle 14 siamo di nuovo seduti al tavolino imbandito con ancora più parenti della sera prima e ancora più cibo della sera prima. I nostri stomaci già messi a dura prova, hanno superato anche questa sfida. Dopo una quindicina di portate e due teglie di pasticcini grossi come la mia testa, è arrivato il momento di salutare e ringraziare per la fantastica ospitalità e ripartire. Sono circa le 16,30.
 
Praticamente ho passato un terzo della mia vacanza seduta a mangiare, ma questa è un’altra storia…
 
 
 

Che bontà!

 Ragazzi, la mia esperienza è stata più che positiva, consiglio a tutti di programmare un viaggio in quelle zone. Purtroppo non ho avuto il tempo di vedere tutto ciò che avrei voluto, ma ci sarà tempo…  Spero vi sia piaciuto questo articolo e chissà, magari un giorno vi tornerà anche utile!
 
 
Ale
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